CronacaBassa

Montichiari, via Zocchi Alberti: dopo l’incendio resta la discarica

Giulia Bonardi
I residenti sul piede di guerra: «Ora è una questione di igiene». Il sindaco: «I tempi li scandisce la normativa»
Macerie e rifiuti abbandonati - © www.giornaledibrescia.it
Macerie e rifiuti abbandonati - © www.giornaledibrescia.it
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«Quando si interverrà per rimuovere le macerie e i rifiuti? Qui è nata una discarica a cielo aperto: chiediamo solo una soluzione da parte degli organi locali con competenze e responsabilità in materia di igiene e salute pubblica». La richiesta di un intervento degli enti, in primis del Comune, giunge da alcuni cittadini, che richiamano l’attenzione su quanto succede in via Pietro Zocchi Alberti, dove, a distanza di mesi da un incendio, segnalano che non solo il cumulo di macerie non è stato rimosso, ma anche che quello è ormai diventato un luogo di abbandono di rifiuti.

Sul piede di guerra

L’incendio, che ha coinvolto alcuni alloggi del vicolo, risale alla fine del dicembre 2024 ed ora, lì, oltre al mucchio di calcinacci, detriti e oggetti arsi, si sono aggiunti, nel tempo, «sedie, elettrodomestici, sacchi con rifiuti domestici, bici rotte, polistirolo». Le segnalazioni dei cittadini sono circolate sui social, ma sono state inviate anche alle autorità: «Abbiamo informato le istituzioni locali e abbiamo inviato mail anche ad Arpa, Forestali, Ats e al Consorzio Medio Chiese (è infatti presente un canale, il Vaso reale) – sostengono i cittadini –. Ci siamo informati e in caso di incendio di un’abitazione, lo smaltimento dei detriti è competenza del proprietario dell’immobile o del responsabile dell’incendio, ma l’autorità locale può ordinare la rimozione dei rifiuti.

Il problema

Il problema ormai è di igiene, salute pubblica e sicurezza: ci sono topi e cattivi odori e sotto le macerie c’è l’impianto di prelievo dell’acqua per i Vigili del fuoco. «Chiediamo una soluzione». A ripercorrere la normativa è il sindaco Marco Togni: «Il Comune deve rispettare i passaggi: identificazione dei rifiuti e del proprietario che più volte è stato contattato e sollecitato, poi scatta l’avvio del procedimento con notifica. Se il proprietario non risponde o non interviene, il Comune emette l’ordinanza per il ripristino dei luoghi, nella quale si specifica che se il privato non provvederà sarà l’ente a doverlo fare con rivalsa economica poi sul proprietario. Infine, classificazione dei rifiuti, rimozione e smaltimento o recupero».

Il sindaco dice di comprendere lo sdegno di chi vive nella zona: «Sono passaggi lunghi ma necessari, perché il privato potrebbe impugnare i provvedimenti. La spesa che abbiamo preventivato è di oltre 8mila euro più Iva. L’incendio non è responsabilità del Comune e si devono rispettare le disposizioni di legge».

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