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Montichiari, camion in manovra la travolge: addio a Marina Signori

La 54enne di Lonato stava camminando accanto al mezzo pesante quando questo è ripartito: la zona dell’incidente è poco lontano dal santuario delle Fontanelle
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Montichiari, addio a Marina Signori
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Come nei giorni scorsi ieri da Lonato si era recata alla zona artigianale Arzaga che si apre subito a sud dell’abitato di Montichiari, poco lontano dal santuario delle Fontanelle. Un’area che da tempo offre a chi cammina o fa jogging splendidi tracciati panoramici, tra colline moreniche, vigneti e uliveti. Una calma e una tranquillità che prelude alla area delle Fontanelle, con la carica mistica che la natura stessa dei luoghi propone. Il suo percorso preferito era l’Anello del Monte San Giorgio: lo amava percorrere con le amiche.

La tragedia

Così anche ieri Marina Signori, 54enne fisioterapista di Lonato e figura molto nota a Brescia, probabilmente dopo aver lasciato la sua auto davanti a qualche azienda della zona, si era affacciata all’area artigianale di Arzaga di Montichiari, tra l’isola ecologica e il depuratore della cittadina. Un nastro di asfalto trafficato che si apre ad un percorso tranquillo, nel verde, caratterizzato appunto dal passaggio a piedi di chi si reca a percorrere la Rampina di San Giorgio, sino alle Fontanelle.

La dinamica di quanto accaduto alla donna è ora al vaglio della Polizia stradale di Brescia chiamata a chiarire le cause dell’investimento. ​​​​​​  Sembrerebbe – e il condizionale è d’obbligo – che il camionista sia sceso dal mezzo pesante per chiudere manualmente un cancello dell’area del depuratore, quindi sia risalito in cabina per ripartire. La 54enne in quel momento stava passando giusto davanti al camion, percorrendo quello che in gergo è chiamato l’«angolo cieco» della cabina. Si tratta dell’area intorno al mezzo che l’autista non può vedere né direttamente né con gli specchietti, una zona di assoluto pericolo per pedoni, ciclisti e altri veicoli, specialmente durante svolte o manovre.

Queste fasce prive di visuale, complice la larghezza della cabina, sono più ampie su autocarri e affini di quanto non lo siano sulle auto, si trovano ai lati, davanti e dietro il mezzo, e richiedono di solito l’uso di tecnologie (sensori o telecamere) per scongiurare la limitazione visiva. Così rilevante che appositi adesivi apposti sulla carrozzeria nei punti critici indicano agli altri utenti della strada di prestare particolare attenzione al passaggio.

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Travolta da un camion, muore 54enne

L’incidente

Ad un certo punto, dunque, il camion è avanzato anche se pianissimo e la donna che ha attraversato la strada davanti alla cabina, da destra a sinistra, è stata travolta senza essere vista. Le ruote l’hanno straziata, non lasciandole scampo. L’autista ha prestato immediato soccorso, tuttavia la 54enne è morta sul colpo.

L’identificazione della vittima è stata resa difficile dal fatto che la donna non aveva documenti con sé. A quel punto la Polizia stradale ha recuperato il cellulare della vittima e gli agenti, una volta riusciti ad attivarlo, hanno contattato uno dei numeri presenti nella rubrica. Chi ha risposto ha consentito di dare un nome alla vittima.

Marina Signori era di Lonato, dove gestiva uno studio di fisioterapia. Era una professionista molto conosciuta e apprezzata. Lascia un figlio a Lonato. L’autista è stato indagato per omicidio stradale. È un 54enne residente nel Bresciano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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