Una reliquia del patrono San Pancrazio in dono a padre Gabriel, pastore della comunità ortodossa rumena che a Novagli ha il suo edificio religioso: è il gesto di comunione compiuto dall’abate Cesare Cancarini, nel giorno del patrono, durante la tradizionale messa celebrata nella pieve.
Comunità
Consegnare questa reliquia a padre Gabriel significa dire alla comunità ortodossa rumena, «Non siete estranei in questa città, siete fratelli e sorelle con cui condividiamo il nome di Cristo, l’amore per i santi, la venerazione dei martiri, la nostalgia dell’unità», ha detto l’abate durante la celebrazione, che è stata accompagnata dalla Corale San Pancrazio e ha visto la presenza, in pieve, anche dell’Amministrazione comunale, del Consiglio comunale e dei comandanti dei carabinieri e della Locale di Montichiari.
«Questo gesto sia una tavola apparecchiata: tavola di rispetto, di fraternità, di preghiera, di comunione - ha proseguito l’abate-. San Pancrazio, affidato oggi anche alla venerazione dei nostri fratelli ortodossi, diventi per Montichiari un piccolo seme di unità, una luce giovane, una promessa di pace».

I giovani
Al santo patrono, oltre alla comunità ortodossa, sono stati affidati anche tutti i giovani del territorio.
«Il volto di San Pancrazio non è quello di un maestro carico di discorsi, ma quello di un ragazzo, rimasto presto orfano, che porta dentro di sé una storia di viaggio, di distacco, di fragilità - ha detto l’abate -. Un ragazzo che, in un tempo duro, non ha lasciato indurire il cuore. Pancrazio ci dice che anche un ragazzo può avere un cuore immenso. Ci ricorda che i piccoli non sono proprietà di nessuno, non sono materiale da plasmare secondo i capricci degli adulti, sono un dono. Ogni giovane porta nel cuore una stanza sacra, dove si entra solo con rispetto. Per questo oggi chiediamo famiglie dove i figli possano respirare fiducia. Chiediamo comunità dove i ragazzi si sentano guardati, non giudicati; accompagnati, non controllati; corretti, sì, ma sempre amati. Chiediamo adulti veri: capaci di proteggere, di chiedere scusa, di ricominciare, di non lasciare soli quelli che attraversano la notte. Oggi affidiamo a San Pancrazio i giovani della nostra comunità, quelli pieni di entusiasmo e quelli chiusi nel silenzio, quelli che pregano e quelli che non sanno più pregare, quelli che cercano un senso e quelli che aspettano ancora una mano affidabile».
La grazia
Infine, la richiesta di una grazia per tutti: «Diventare comunità che non spegne, ma accende; che non ferisce, ma cura; che non imprigiona, ma apre; che non parla soltanto di fede, ma prepara tavole di fraternità», ha concluso l’abate.
Padre Gabriel, intervenuto con rappresentanti della comunità ortodossa, ha risposto donando un’icona di Sant’Elia: «Grazie per questo gesto di accoglienza e per farci sentire come a casa nostra», ha commentato.



