CronacaGarda

Garda, condotte sublacuali in salute ma piene di molluschi

Niccolò Rizzardi
Le condizioni delle tubazioni Toscolano Maderno-Torri del Benaco non spaventano, ma hanno comunque bisogno di manutenzione
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Le condotte? Stanno meglio del previsto
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In perfetto stato, ma bisognose di una manutenzione. Acque Bresciane, l’azienda partecipata pubblica che ha in carico la gestione delle condotte sublacuali Toscolano Maderno-Torri del Benaco, ha pubblicato i risultati del monitoraggio periodico eseguito sull’infrastruttura all’inizio della scorsa estate.

Verifiche

I monitoraggi periodici, eseguiti ogni due anni circa a partire dal 2017, sono fondamentali per avere cognizione delle condizioni delle tubazioni, permettendo di mappare eventuali situazioni di criticità e, su questa base, programmare i necessari lavori di manutenzione straordinaria, destinati a prevenire qualsiasi danneggiamento. Non va dimenticato, infatti, che le due condotte parallele sublacuali – ognuna di lunghezza pari a circa 7 chilometri e mezzo e posate sul fondale ad una profondità che raggiunge i 247 metri rispetto alla superficie del lago – rappresentano un’infrastruttura molto complessa dal punto di vista ingegneristico, soggetta ai fenomeni di deterioramento che si verificano in ogni ambiente acquatico. Dal monitoraggio del 2024 emerge, analogamente a quanto riscontrato nelle indagini precedenti, la presenza di almeno 128 bioconcrezioni distribuite su entrambe le condotte.

L'immagine di una delle condotte
L'immagine di una delle condotte

«Si tratta di aggregati di natura essenzialmente carbonatica, oltre che di spugne. Queste bioconcrezioni sono in grado di deteriorare il rivestimento delle tubazioni, creando delle corrosioni e, in alcuni casi, delle vaiolature» spiega l’ingegnera Sonia Bozza, responsabile dell’area servizio idrico integrato di Acque Bresciane.

Il rischio quindi è che, se non si interviene in modo tempestivo rimuovendo le concrezioni, si potrebbe arrivare ad una perforazione delle condotte, con conseguente rilascio di reflui nelle acque del Garda. Situazione, questa, comunque mai verificatasi.

Situazioni inedite

La particolarità del monitoraggio 2024 emerge in due situazioni inedite, mai rilevate in precedenza: innanzitutto, per la prima volta si è osservata la presenza di bioconcrezioni su tutta la lunghezza delle condotte, anche a quelle elevate profondità in passato non interessate dal fenomeno. In secondo luogo, sulle tubazioni si evidenzia la presenza di una sorta di patina composta da molluschi che ricopre interamente le condotte per alcune centinaia di metri dal lato di Toscolano, impedendo di verificare la presenza di bioconcrezioni al di sotto di questo strato. Ciò che emerge è, quindi, la necessità di agire sulle condotte al fine di preservarne la funzionalità.

«Al di là di necessari interventi puntuali di riparazione, le condotte in acciaio sono, in linea generale, in perfetto stato, essendo invariato lo spessore nominale originario di 13,5 millimetri» sottolinea Paolo Saurgnani, direttore generale di Acque Bresciane.

La pulizia dell’impianto

Posata tra il 1984 e il 1985, dopo oltre quattro decenni di permanenza sul fondale lacustre l’infrastruttura richiede costante manutenzione per operare in sicurezza: «Grazie ai lavori periodici che eseguiamo, si esclude il rischio di seri danneggiamenti. Non c’è naturalmente da minimizzare il rischio potenziale, però non si deve nemmeno spaventare» conclude Paolo Sargnani. I risultati dell’indagine di monitoraggio condotta nell’estate del 2024 da Acque Bresciane sulle condotte sublacuali Tosconano-Torri del Benaco evidenziano la necessità di procedere con una manutenzione straordinaria sul manufatto. L’iter burocratico previsto per la cantierizzazione dell’opera è già stato avviato e si prevede che l’operazione possa prendere avvio nei prossimi mesi.

Gli interventi consisteranno nella rimozione delle bioconcrezioni esistenti sulle condotte e, in base all’usura della tubatura negli specifici punti d’azione, nell’applicazione di una resinatura o nell’installazione di giunti in acciaio inox. Il piano d’intervento prevede la necessità di coinvolgere due squadre di quattro sommozzatori l’una, entrambe composte da operatori specificatamente addestrati ad operare in un ambiente altamente ostile come quello delle acque profonde. Il costo stimato per l’operazione, anche a causa della sua elevatissima complessità tecnica, è di circa 4 milioni e mezzo di euro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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