Una seduta da tutto esaurito per discutere il futuro dell'area Averolda di Travagliato. Il progetto del maxi data center ha richiamato in Consiglio comunale, martedì sera, una partecipazione senza precedenti recenti: aula gremita oltre ogni capienza, cittadini radunati in piazza, striscioni degli ambientalisti e numerosi interventi dal pubblico.
Il confronto, più che fornire risposte definitive, ha fotografato la complessità di un'opera ancora nelle fasi preliminari ma già capace di dividere opinione pubblica e politica.
«Nulla fatto di nascosto»
«Qualcuno dice che abbiamo fatto le cose di nascosto, ma è tutto falso», ha esordito il sindaco Renato Pasinetti respingendo le accuse di scarsa trasparenza e ricordando una delibera approvata all'unanimità nel 2025 sulle tariffe urbanistiche per data center e logistica.
Pasinetti ha ribadito inoltre che ad oggi non esiste una pratica edilizia sulla quale il Comune sia chiamato a esprimersi e riferito di aver visitato un data center a Ponte San Pietro (Bergamo), da 60 MW, per acquisire elementi utili alla valutazione. «Non abbiamo deciso ancora nulla: vogliamo capire e analizzare la questione. Oggi non c'è motivo di essere preoccupati», ha concluso.
Critica l’opposizione
Molto critica invece la posizione del gruppo Travagliato Bene Comune che ha contestato il metodo e la gestione delle tempistiche. Secondo il sindaco, nel giugno 2025 il Comune aveva già aggiornato gli oneri di urbanizzazione introducendo la categoria «logistica e data center».
Una ricostruzione contestata: «Quell'atto non rappresentava la comunicazione dell'avvio di un progetto specifico, ma un adeguamento amministrativo generale – ha sottolineato il capogruppo Alberto Trainini -. Il primo atto concreto risale invece al dicembre 2025: troviamo la comunicazione di oggi confusa, tardiva, parziale e senza un approfondimento tecnico serio. È inaccettabile che un tema così importante arrivi in Consiglio solo perché è stata presentata un'interrogazione». Pur riconoscendo «il valore strategico che i data center rivestono», il gruppo ha infine definito l'intervento «totalmente fuori scala rispetto alla realtà travagliatese».
Lo scontro più acceso si è registrato sulla mozione presentata dal capogruppo Christian Bertozzi per l'istituzione di una Consulta comunale di Garanzia Ambientale e Monitoraggio del progetto, con un Piano di Monitoraggio Ambientale Pluriennale.
L'emendamento della maggioranza, che estendeva il testo anche alle altre emergenze ambientali, è stato contestato dalla consigliera Simona Tironi: «Noi abbiamo letto gli atti, interrogato professionisti ed enti interessati e abbiamo già delle risposte. Voi avete chiesto? No». E ancora: «Ai cittadini interessa sapere cosa succederà qui, non a Ponte San Pietro: non tutti i territori possono ospitare un data center. Per noi quest'opera è inopportuna per questo territorio». Dopo il confronto, la mozione è stata approvata, sancendo l'istituzione della commissione proposta dalla minoranza.



