Marisa Laurito: «Nessun derby tra nord e sud, la mafia purtroppo è ovunque»

«La camorra non è solo un problema di Napoli. La camorra è un problema italiano e oggi non sta più solo a Napoli. La camorra più importante è al nord, a Desenzano. là risiede la camorra più importante». Marisa Laurito rispondeva con queste parole, dialogando con il direttore del fattoquotidiano.it, Peter Gomez, che in una trasmissione televisiva su Rai 2 chiedeva alla nota attrice di teatro, quanto grande fosse «il problema della camorra a Napoli». Una risposta che ha suscitato un polverone, non solo mediatico, che si sta trascinando da settimane. Ne riparliamo con la diretta interessata.
Marisa Laurito, napoletana di nascita ma bresciana d’adozione, o quantomeno di cuore, avendo un compagno che vive nella nostra città. Ma cos'è questo derby tra Napoli e Desenzano? Cos'è successo?
«Non ho mai voluto fare un derby, ci mancherebbe. Anche io sono molto legata alla terra bresciana, ci vengo spesso e ho appena girato un bellissimo documentario sulla zona di Brescia, che andrà su Raiuno. Non c’è alcun derby tra Nord e Sud, non se ne può più di questa storia, sta diventando noiosissima. Quando Peter Gomez mi ha intervistata, mi ha chiesto della camorra a Napoli e io ho detto semplicemente che oggi il problema della mafia, della camorra, non è un problema regionale, ma è una questione nazionale e come tale va trattata. Per altro avevo letto di recente alcuni studi e analisi che dimostravano la presenza della mafia a Desenzano del Garda, in particolare la presenza della camorra, che alzava la media di tutto il bresciano. Io vengo da una terra dove c'è la camorra e le persone per bene la contrastano in ogni modo, non ne hanno paura e non accettano compromessi. Fare finta che non esista non aiuta nessuno. Aiuta solo la mafia.
L’amministrazione comunale di Desenzano si è risentita per le sue parole.
«Mi dispiace, ma come ha detto anche la Presidente della commissione antimafia della Regione Lombardia, invece di risentirsi dovrebbero fare qualche cosa. Purtroppo la criminalità organizzata esiste e dobbiamo riconoscerlo. Siamo circondati non solo dalla ‘ndrangheta o dalla camorra, ma anche dalle varie mafie straniere. Dobbiamo sollecitare il governo a trattare questo argomento come fenomeno nazionale e non soltanto regionale.
Cioè, si spieghi meglio?
Ci sono vari modi per uscirne, per riuscire a salvare soprattutto i ragazzi. Dobbiamo avere il coraggio di parlarne, fare molta educazione civica, offrire lavoro. Perché la camorra sopravvive in quanto dà lavoro a chi non ne ha. Tutti noi dobbiamo agire, in particolare chi come me è un personaggio pubblico. Abbiamo l’onere anche attraverso la nostra voce di dire cose scomode, ma vere, e denunciare. Non volevo offendere né Desenzano, né il sindaco, né tutte le persone che abitano lì e sono persone perbene. Non ho fatto altro che riportare studi e dati precisi. Allora io dico: veniamo a conoscenza di queste cose, non possiamo girare la testa dall'altra parte».
Dopo le sue dichiarazioni, l’onorevole Girelli ha presentato un’interrogazione in Parlamento. Può servire a smuovere le acque?
«Tutto quello che può smuovere le acque è positivo. Bisogna smuovere le coscienze e far capire che il problema esiste e che va bloccato. Per contrastare il malaffare bisogna combattere la cultura mafiosa, tanto al sub quanto al nord. La mafia, la camorra, la ’ndrangheta e tutte le mafie straniere, si alimentano là dove c’è ricchezza. Come diceva Giovanni Falcone, per trovare la criminalità organizzata basta seguire i soldi: è quindi chiaro che al nord, dove si fanno gli affari, il rischio delle infiltrazioni mafiose è alto e la criminalità c’è. Poi chi se ne frega se è una mafia che si occupa di droga o prostituzione, di costruzioni o di affari immobiliari. È tutto malaffare e quindi va combattuto.
Lei è disposta ad incontrare il sindaco di Desenzano?
«Io adoro il Lago di Garda e ci vado spesso; quindi, se mi dovessero invitare andrei volentieri. Ma li invito anche io, a Napoli. Facciamo uno scambio. Io sono fidanzata da tanti anni con un signore meraviglioso del Nord. Lontano da me l’idea di dire che siccome al Sud c’è la camorra diciamo che è anche al Nord, così siamo pari. La storia è più seria. Nominando Desenzano io onestamente non pensavo che si scatenasse tutto questo polverone. Pensavo di parlare del segreto di Pulcinella, di non dire nulla di nuovo. La camorra è in tutta Italia purtroppo».
Quindi lei dice a Napoli, come a Brescia e Desenzano?
«Non solo. Come anche in tanti altri posti. Ma non mi chieda dove, perché non ho nessuna intenzione di nominarli, per amor del cielo, non vorrei trovarmi in un altro polverone. D’ora in poi starò attentissima a fare nomi. È meglio leggerli sui giornali, li a quanto pare non si agita nessuno».
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