La pioggia ha concesso, dal tardo pomeriggio di ieri, una tregua, ma in alta Valcamonica l’emergenza non è per nulla finita. A ventiquattr’ore dalle colate detritiche che hanno sconvolto Sonico e Vione, la priorità resta mettere in sicurezza la statale, i corsi d’acqua e le aree abitate, oltre che le persone sfollate. In quota sono caduti oltre 140 millimetri di pioggia e l’allerta idro-meteo è rimasta in vigore fino alla mezzanotte di ieri.
A Sonico
A Sonico la situazione più delicata resta quella della Val Rabbia, dove giovedì due colate hanno trascinato a valle, si stima, un milione di metri cubi di materiali, fango e massi, provocando il crollo del ponte di Rino e l’esondazione dell’Oglio. Complessivamente sono state evacuate 81 persone, ospitate in strutture comunali, compresi gli ospiti della comunità Exodus.
Il centro di coordinamento è stato istituito in municipio e prosegue il monitoraggio della valle, dove un sorvolo ha evidenziato nuovi canali e una grande massa di materiale ancora instabile, per circa nove milioni di metri cubi.
La viabilità
Il nodo resta la viabilità. La Statale 42 è tuttora interdetta nel tratto più esposto tra Sonico e Malonno e le ruspe continuano a lavorare per sgomberare e ripristinare la carreggiata, danneggiata in più punti. La viabilità alternativa è stata regolamentata sulla strada intercomunale Malonno-Fletta-Edolo, con transito a senso unico alternato dalle 6 alle 24, presidio di forze dell’ordine, vigili del fuoco e protezione civile.
È consentito solo alle auto e raccomandato per esigenze lavorative o sanitarie, lunghe le code e le attese per tutta la giornata. Per gli altri spostamenti restano consigliati i passi Aprica e Tonale. La 42, in tarda mattina, è stata sgomberata e resa accessibile ai mezzi di soccorso scortati; l’attesa era per una riapertura controllata anche agli altri mezzi, ma il sindaco sonicese Gian Battista Pasquini non revocherà l’ordinanza finché tutto non sarà in sicurezza.
La ferrovia
Nel frattempo è stata completamente ripristinata la ferrovia, alleggerendo così l’isolamento dell’alta Valle, e garantiti i soccorsi sanitari. A Malonno il fiume è rientrato in alveo, ma molti capannoni in zona industriale sono allagati. Si lavora per proteggere l’abitato e ripristinare i collegamenti telefonici e internet, compromessi in più punti.
A Vione
Emergenza aperta anche a Vione, dove l’esondazione del torrente Vallaro ha investito Stadolina con fango e detriti. Sono state evacuate 70 persone, tra residenti e turisti. Gli escavatori sono al lavoro nell’alveo e l’ufficio territoriale regionale sta predisponendo i primi interventi in somma urgenza, così come a Sonico. La nuova briglia realizzata a monte ha trattenuto oltre 40mila metri cubi di materiale, ma ora è necessario ripristinarne l’efficienza.
A Esine e a Ono
Criticità vengono segnalate anche a Esine, con una famiglia sfollata per una frana, e a Ono, dove si sta muovendo il Blè.
Dalla Regione
Intanto il presidente della Regione Attilio Fontana ha chiesto al ministero il riconoscimento dello stato di emergenza per la Lombardia. La fase più violenta del maltempo sembra alle spalle, ma in Alta Valle la parola d’ordine resta prudenza, perché si è messa in movimento la frana di Pal, che ha un movimento posticipato di 24-48 ore rispetto alla Val Rabbia. Sempre in serata, è stata comunicata agli sfollati di Rino la possibilità di rientrare a casa.



