Malore fatale ad Agnosine, muore 36enne: a trovarlo in auto la compagna

Un malore, la probabile causa del drammatico incidente avvenuto nella serata di mercoledì ad Agnosine, in località Fondi. A perdere la vita un 36enne salodiano che da poco si era trasferito nel centro valsabbino. Si chiamava Stefano Ferrari. Con la sua auto, una grossa Audi, ha sfondato il muro di recinzione di un’azienda, la Giesse Spa, ex Reguitti, e percorso alcune decine di metri lungo il vialetto di fronte agli uffici prima di fermarsi, probabilmente ormai privo di vita.
Cos’è successo
Secondo una prima ricostruzione, intorno alle 19.30 l’uomo era uscito di casa per andare a prendere delle pizze. Tempo dopo però non era ancora rientrato. La compagna, preoccupata, ha contattato gli amici, i bar della zona, poi infine, sempre più allarmata dal ritardo imprevisto e dal tentativo vano di raggiungere l’uomo telefonicamente, anche i Carabinieri. Nessuno però l’aveva visto e le successive ricerche non avevano dato esito. È stata la donna stessa, una volta uscita alla ricerca del 36enne, a scorgere l’Audi che sembrava parcheggiata su quel vialetto, che nessun altro aveva notato, e a dare disperata l’allarme ai soccorsi.
Sul posto, ormai dopo le 21, sono così intervenuti i volontari dell’ambulanza di Odolo, che hanno la sede ad un centinaio di metri dal luogo dell’incidente e che non si erano ancora accorti di nulla, l’auto infermierizzata e quella medicalizzata da Gavardo. Ogni tentativo di rianimare Stefano Ferrari, mentre i Vigili del Fuoco giunti da Lumezzane mettevano in sicurezza l’Audi, è purtroppo risultato vano.
L’ipotesi del malore è avvalorata dalla dinamica dell’incidente. Scendendo da Agnosine in direzione di Odolo, infatti, dopo aver imboccato dalla parte sbagliata la rotonda nei pressi della sede dell’ambulanza, l’Audi è andata dritta e senza segni di frenata o di rallentamento, ha sfondato il muretto in cemento armato sormontato da una ringhiera e percorso un’ottantina di metri distruggendo altri manufatti in ferro, prima di fermarsi. Il malore, e con esso le conseguenze dell’urto, sono purtroppo risultati fatali.
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