Madonna della Stella, un santuario con il defibrillatore

Federico Bernardelli Curuz
Domenica 19 aprile, al termine della messa delle 9, si è tenuta l’inaugurazione con la benedizione solenne del dispositivo; è stato dedicato a una coppia di sposi che celebra i 25 anni di matrimonio
Il nuovo dispositivo - © www.giornaledibrescia.it
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Il Santuario della Madonna della Stella ha aggiunto un nuovo segno concreto di cura e attenzione per chi lo raggiunge. Non solo luogo di fede e raccoglimento, ma anche meta sempre più frequentata da camminatori e sportivi, il colle della Stella si è dotato di un moderno defibrillatore, pensato per intervenire nei momenti in cui ogni secondo può fare la differenza.

La benedizione

Domenica, al termine della messa delle 9, si è tenuta l’inaugurazione con la benedizione solenne del dispositivo, accompagnata anche dalla collocazione di una nuova statua mariana. «La Stella è davvero un santuario di cuore – spiega il rettore don Giorgio Comini – non solo per ciò che rappresenta spiritualmente, ma anche per la cura concreta che vogliamo esprimere verso ogni persona che qui arriva».

Generosità

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla generosità di alcune famiglie devote alla Madonna della Stella, venerata come Madonna della Luce del Risorto. Un gesto che unisce fede e responsabilità civile. «Non si tratta soltanto di buon senso civico e di tutela della salute – prosegue don Comini – ma di un modo per estendere, anche attraverso strumenti moderni, l’azione benefica e protettrice della Madonna, che è sempre tesa a prendersi cura dei suoi figli, così da provvedere in casi di estremo bisogno, a un primo soccorso efficace».

Valore simbolico

Il nuovo presidio salvavita assume anche un forte valore simbolico. È dedicato a una coppia di sposi che celebra i 25 anni di matrimonio, «due cuori che da un quarto di secolo battono all’unisono», come sottolinea il rettore. «Ci è sembrato un segno bello e significativo – aggiunge – legare uno strumento che serve a salvare il cuore a una storia d’amore che dura nel tempo». Il santuario, arroccato da quasi cinque secoli sul colle che domina Cellatica, Gussago e Concesio, continua a rinnovarsi, mantenendo intatta la propria identità. Un luogo in cui la devozione popolare si intreccia con i bisogni contemporanei

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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