Le palazzine di via Eritrea crescono di due piani
La commissione Urbanistica ha approvato il piano attuativo in variante al Pgt che riguarda alcune palazzine di prossima realizzazione in via Eritrea, in una porzione del «Comparto Milano» di proprietà delle società Borgo Milano. e CGT Costruzioni Brescia.
Il percorso di rigenerazione del comparto è iniziato nel 2002 quando era stato approvato il piano particolareggiato, ma non si è mai completato. Dopo una vicenda complessa e un lungo contenzioso aperto in seguito alla mancata realizzazione di alcune opere di urbanizzazione, tra le quali anche il Musil, la Loggia ha incassato le fideussioni bancarie e assicurative prestate a garanzia di quegli interventi che erano in capo a Basileus, il principale compartista, ma che non sono mai stati realizzati, e l’iter relativo al restyling dell’area è così ripartito dopo diversi anni di stasi.
La Giunta aveva già dato il via libera alla richiesta delle due società di modificare il progetto di via Eritrea, che risaliva ancora all’epoca del piano particolareggiato del 2002. In particolare ha concesso la possibilità di costruire più edifici residenziali, anziché uno solo di dimensioni più grandi, purché sia mantenuta intatta la volumetria.
La proprietà ha poi chiesto un’ulteriore modifica, oggetto della variante (per la quale serve un passaggio in Consiglio comunale) ovvero un maggiore sviluppo in altezza delle palazzine, rialzandole di uno o due piani.
«Il piano è stato adottato lo scorso novembre - ricorda l’assessore all’Urbanistica, Michela Tiboni -. A seguito dall’adozione è partito il periodo per la raccolta delle osservazioni, che non sono pervenute, e dei pareri agli enti competenti. La Provincia ha chiesto prescrizioni in materia di rete ecologica, per favorire l’effetto di abbattimento delle isole di calore. Le accogliamo imponendo che prima del rilascio del permesso di costruire venga predisposto un progetto di compensazione ambientale. Ora si passa all’approvazione. Il tessuto è tale che si è ritenuto ragionevole questo sviluppo in verticale - prosegue la Tiboni -. L’altra modifica chiesta è l’eliminazione di un percorso pedonale che avrebbe dovuto correre lungo gli edifici. E che era previsto rialzato. Abbiamo ritenuto che l’esistenza su via Eritrea di un percorso ciclopedonale possa essere sufficiente a garantire la mobilità dolce».
La commissione ha anche dato il via libera alla realizzazione di due ascensori esterni, in via della Volta e in via Giovanni Pascoli e di quattro rampe e di una porta di accesso alla chiesa di Santa Maria in Silva in via Corsica. In tutti e tre i casi si tratta di interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.
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