In Lombardia un giovane su cinque sogna di diventare imprenditore

L’indagine dell’Istituto Piepoli promossa dalla Regione. Guidesi: «La Lombardia ha bisogno di giovani imprenditori»
Seconda una ricerca condotta da Regione Lombardia, un giovane su cinque sogna di diventare imprenditore
Seconda una ricerca condotta da Regione Lombardia, un giovane su cinque sogna di diventare imprenditore
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Un ragazzo su cinque sogna di costruirsi un futuro da imprenditore, ma più della metà teme che il lavoro non garantisca la realizzazione personale. È il paradosso dei giovani lombardi, fotografato dall’indagine promossa da Regione Lombardia (assessorato allo Sviluppo Economico) e condotta dall’Istituto Piepoli su 1.000 ragazzi tra i 16 e i 30 anni nati in Lombardia, di cui il 13% residenti nella provincia di Brescia. Una generazione che a volte viene sottovalutata, ma che guarda all’impresa con curiosità e coraggio; è consapevole di dover affrontare rischi, ostacoli burocratici e un mercato del lavoro instabile.

La ricerca

Dall’indagine emerge la fotografia di una gioventù preparata e ambiziosa. L’82% del campione – spiega Sara Merigo, amministratore delegato dell’Istituto Piepoli – si dice soddisfatto della propria esperienza scolastica, sebbene il sistema venga percepito come troppo teorico e poco capace di accompagnare al «dopo». L’analisi evidenzia come nel Bresciano la percentuale di giovani già immessi nel mondo del lavoro sia più alta (73%) rispetto alla media regionale (64%).

Il 79% di chi lavora valuta positivamente il proprio impiego (questa cifra scende al 78% se si considerano solo i bresciani), ma «le retribuzioni sono giudicate inadeguate come è scarsa la prospettiva di crescita». Il timore principale – dichiarato dal 63% del campione – è quello di non riuscire a trovare un lavoro stabile: il 33% dei giovani vorrebbe lavorare in una grande azienda o in una multinazionale (29%).

Voglia d’impresa

Contrariamente a quello che si pensi, creare un’impresa è il sogno del 21% dei giovani (il dato scende al 18% se si considera il campione bresciano), mentre il 19% aspira a lavorare in una startup innovativa o in un piccola azienda (il 16% tra i bresciani). Le motivazioni? Un maggior grado di autonomia, flessibilità dell’orario, realizzazione personale, la possibilità di crescita economica e sociale. Non mancano gli ostacoli che vedono i giovani nel mettersi in proprio? Sui tutti un fisco ed una burocrazia troppo pesanti, ma anche la carenza di servizi informativi adeguati.

Capitale umano

Per l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi, la sfida è chiara: «L’indagine è uno strumento per connetterci con i giovani e comprendere le loro esigenze». L’obiettivo è «trasformare questo potenziale in nuova imprenditorialità diffusa. Abbiamo bisogno di inventori, devono sapere che la Regione li sostiene. C’è un capitale umano che sottovalutiamo, ma che può dare frutti incredibili» dichiara sottolineando come il sostegno pubblico non debba limitarsi a incentivi economici, ma diventare parte di un ecosistema culturale in grado di rendere naturale il passo verso l’impresa.

L'assessore lombardo allo Sviluppo economico Guido Guidesi - © www.giornaledibrescia.it
L'assessore lombardo allo Sviluppo economico Guido Guidesi - © www.giornaledibrescia.it

«Vogliamo che i giovani sentano l’impresa come un’opportunità concreta – ha spiegato l’assessore Guidesi –. Già oggi offriamo tanti strumenti, ma la vera sfida è culturale: creare un ecosistema in cui mettersi in proprio non sia l’eccezione, ma una strada naturale».

Negli ultimi anni il sistema regionale ha messo in campo risorse importanti: il bando Nuova Impresa ha già favorito la nascita di quasi 4.000 attività, quasi 800 quelle che hanno ricevuto un contributo nel Bresciano: con 27 milioni di euro di contributi pubblici l’iniziativa ha attivato 65 milioni di investimenti privati; per la nostra provincia l’investimento è stato di oltre 5 milioni, finanziamenti che hanno generato sul territorio bresciano investimenti privati per 11 milioni.

A questo si affiancano il Microcredito (24 milioni), i fondi di venture capital Lombardia Venture (40 milioni) e Lombardia Venture Step (70 milioni).

«Vogliamo che la Lombardia si confermi la "La Casa delle Idee" – conclude Guidesi –. Il sistema lombardo si mette a disposizione dei giovani per far sì che la nostra regione continui a rimanere competitiva e resti la casa delle idee – ha concluso l’assessore nel corso della presentazione della ricerca –. È fondamentale, inoltre, che gli imprenditori di successo mettano a disposizione la loro grande esperienza e la loro storia, affinché diventino esempi concreti per le nuove generazioni. Creare impresa, significa creare futuro: per se stessi, per la comunità».

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