Undici lavoratori senza regolare contratto, uno dei quali privo anche del permesso di soggiorno, erano impiegati in un laboratorio tessile a Travagliato, in condizioni di lavoro e alloggio precarie. La Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro preventivo dell’intero stabilimento e dei macchinari, su disposizione del gip di Brescia su richiesta della pm Federica Ceschi, nominando un amministratore giudiziario per consentire la prosecuzione dell’attività.
Il provvedimento riguarda una ditta individuale del settore tessile. Marito e moglie di origini cinesi sono indagati per le ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e di impiego di lavoratori irregolari. All’interno del capannone i lavoratori dormivano in spazi con gravi carenze igienico-sanitarie.
Dalle dichiarazioni raccolte, i compensi sarebbero stati compresi tra 5 e 7 euro l’ora, pagati in contanti, per somme comunque non superiori a 800 euro mensili. I lavoratori, secondo gli accertamenti, non sarebbero stati sottoposti a visite mediche, formati sui rischi per la salute e la sicurezza o dotati di dispositivi di protezione individuale. Sarebbero state inoltre sistematicamente disattese le norme su orari, riposi e ferie.
Nel corso dell’ispezione era già stato eseguito il sequestro probatorio dell’area produttiva, con 39 macchinari – 38 macchine da cucire e una postazione da stiro –, 1.383 capi d’abbigliamento destinati alla vendita e documentazione contabile ed extracontabile, compresi quaderni e fogli presenze.




