Cividate, dopo quasi 2 anni lavori al via alla centrale idroelettrica

Una «regina» che ha regnato piuttosto poco. Dopo quasi un biennio di stop, preceduto da altri lunghi periodi d’inattività, sono partiti a Cividate i lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della centrale idroelettrica Regina, posizionata nell’Oglio. Un impianto tribolato, che fin dal primo anno di vita, il 2018, ha avuto problemi e ha visto molti stop e ripartenze. Causando al Comune non pochi grattacapi e qualche difficoltà economica.
I problemi
I lavori sono necessari per i problemi di staticità riscontrati sulla traversa della centrale, che causano erosioni al piede della struttura. Il moto turbolento della corrente dell’Oglio ha danneggiato la platea in massi a valle, provocandone lo scalzamento e generando vuoti responsabili di sifonamenti. Una situazione che ha portato al disfacimento della scogliera sulla sponda sinistra e a infiltrazione d’acqua nel muro arginale in sponda destra, con un conseguente elevato rischio di cedimento della traversa in caso di attivazione delle ventole.
L’intervento
Propedeutico alla riattivazione della centrale, ferma da luglio 2024, prevede il rifacimento della platea di fondo e la realizzazione di un cordolo di contenimento verso valle. In parallelo sarà risolto anche il problema dell’impianto oleodinamico che aziona pistoni e paratoia, vera causa della chiusura della centrale dal 2024: il rischio di perdita di olio, inizialmente ritenuto l’unico problema, ha portato a ulteriori approfondimenti, facendo emergere le criticità strutturali alla traversa. I lavori, del costo di circa 400 mila euro, dureranno un paio di mesi e consentiranno di ripristinare le condizioni di sicurezza e stabilità dell’opera. Per far partire il cantiere e permettere agli operai d’intervenire in sicurezza, come già successo in passato, è stato deviato il corso dell’Oglio, con un bypass provvisorio.
Un bypass fisso
Non è finita qui: l’Amministrazione comunale sta lavorando anche a un terzo intervento, in fase autorizzativa in Provincia e Regione, per creare un bypass fisso e tutelare così in modo definitivo gli argini, evitando ulteriori fragilità, con sostituzione degli sgrigliatori a catena con sistemi idraulici, più adatti alle caratteristiche del fiume e alla presenza di detriti di grandi dimensioni. Un fenomeno che aveva determinato lo stop della centrale già a pochi mesi dalla messa in funzione, dopo un evento meteo intenso, che aveva portato grossi detriti nell’Oglio, causando la rottura di alcune parti della centrale.
Dal Comune
«Per finanziare l’opera – spiega il sindaco Alessandro Francesetti – abbiamo acceso un mutuo di 435mila euro, un impegno significativo che si aggiunge a quello pregresso di 2,5 milioni per la costruzione e le varianti realizzate negli anni. Vogliamo un intervento definitivo per rimettere in funzione la centrale in condizioni di piena sicurezza, per un’opera che ha sempre prodotto fatturati inferiori alle attese, devastando paesaggio e argini».
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