Cronaca

«L’Assegno unico ha facilitato il cittadino, ma si deve controllare»

Fabio Raggi, direttore del patronato Acli di Brescia: «Si è perso di vista il controllo sul corretto importo da percepire»
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Anziani. Le Acli si confermano un punto di riferimento
 Servizio. I dati dell’attività delle Acli raccontano i bresciani
 Disabilità. Permangono problemi nella sperimentazione della riforma
 Servizio. I dati dell’attività delle Acli raccontano i bresciani
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«Con l’Assegno unico il cittadino è facilitato, dato che è sgravato dall’obbligo di presentare la domanda ogni anno, ma si è perso di vista il controllo sul corretto importo da percepire»: lo dice Fabio Raggi, direttore del patronato Acli di Brescia che, così, invita a controllare periodicamente (o a rivolgersi a un patronato perché lo faccia per noi) quanto eroga l’Inps per ogni figlio minore.

«Con l’avvento di questo strumento - spiega -, solo nel primo anno, abbiamo presentato 15mila domande, oggi siamo passati a 3-4mila, e soprattutto in caso di variazioni del nucleo familiare. Questo perché si rinnova automaticamente e il cittadino si rivolge al Caf per far calcolare l’Isee».

E alcuni si dimenticano anche di questa scadenza. Una volta rinnovato l’Indicatore della situazione economica equivalente, poi, viene automaticamente trasmesso all’Inps che aggiorna la situazione e, in caso, varia la cifra da erogare ogni mese, ma va anche controllato che il percorso avvenga senza errori. E bisogna anche rispettare i tempi: l’Isee va rifatto entro il 30 giugno altrimenti non si viene pagati in maniera corretta.

«I miei consigli - dice Raggi - sono due: non farsi scoraggiare davanti alla documentazione necessaria per l’Isee perché recuperandoli l’assegno sarà adeguato; l’altro è, soprattutto in fase di domanda iniziale, rivolgersi ad un patronato per far sì che vengano indicate tutte quelle situazioni che concorrono a favore della misura economica. Lo strumento messo a disposizione da Inps, infatti, facilita il rapporto con il cittadino, ma se rispondere è facile, solo il professionista capisce perché vengono poste alcune domande».

«Una stortura dell’Assegno unico - rileva Fabrizio Molteni, vicepresidente Acli - è che entra nel calcolo dell’Isee, questo fa sì che alcune famiglie si vedono sottrarre cifre importanti e necessarie che servono, per esempio, per accedere a bonus regionali, come la Dote scuola o la Dote sport. Per questo abbiamo proposto - continua -, e sembra che si stia muovendo qualcosa in tal senso, che non venga considerato come reddito».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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