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La sanità si avvicina al cittadino: più punti prelievo e svolta digitale

Bruschi (Asst Franciacorta) punta sul dialogo con i medici di base e sul ruolo degli infermieri di famiglia
La sanità lombarda punta sulla Case di Comunità © www.giornaledibrescia.it
La sanità lombarda punta sulla Case di Comunità © www.giornaledibrescia.it
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La sanità si avvicina al cittadino. Lo fa per rispondere al costante aumento delle cronicità, favorire l’aderenza terapeutica, sgravare gli ospedali, ridurre gli accessi impropri in pronto soccorso e abbattere le liste d’attesa. Per l’Asst Franciacorta con sede a Chiari questo significa dislocare nuovi servizi sul territorio (punti prelievo come quello che inizia oggi la propria attività a Barbariga, case e ospedali di comunità...), intensificare il dialogo con i medici di base e i pediatri di libera scelta, puntare su figure nuove come i medici di comunità e gli infermieri di famiglia e investire su digitale e tecnologia. A spiegarlo è il direttore generale Alessandra Bruschi, clarense tornata a gennaio a lavorare nella sua città dopo aver fatto importanti esperienze per esempio all’Iss di San Marino, all’Humanitas di Rozzano, all’Asst Cremona e in Regione.

Utenti

La Asst ha un bacino d’utenza di 44 comuni (da Marone a Quinzano) con 280mila abitanti, più un 20% extra provincia che proviene perlopiù dalla vicina Bergamasca: «La nostra azienda - spiega il nuovo direttore - vanta una grande attrattività, ma deve riconquistare i clarensi, per ora più orientati a recarsi altrove, probabilmente perché non conoscono le eccellenze delle quali possono disporre qui. Mi riferisco, ad esempio, all’ottima Cardiologia, a esami come le colonscopia e a come trattiamo il tumore al colon retto».

Cantieri

Più di trenta sono i cantieri (iniziati o da far partire) che consentiranno all’azienda di avvicinarsi, appunto, ai cittadini, in linea con i principi di riorganizzazione della medicina territoriale messi nero su bianco dal Dm 77/2022. Qualche esempio sono i punti prelievo di Barbariga e Monte Isola (già pronti) e quello di Castelcovati, che verrà realizzato in estate vicino alla Rsa. «Valutazioni sono inoltre in corso per Passirano e Sale Marasino», aggiunge Bruschi. Poi c’è tutto il capitolo delle case di comunità da completare entro il 2026 e da riempire di servizi in risposta alle esigenze di una comunità che, non solo qui, invecchia e vede aumentare le proprie cronicità: «A Chiari e Iseo sono già in funzione - spiega il direttore -, mentre sono da costruire quelle di Marone, Palazzolo, Orzinuovi e Barbariga». Nelle ultime due dovrebbero trovare casa i medici di base. Gli ospedali di comunità (un ponte tra il domicilio e l’ospedale) saranno due: a Orzinuovi, già attivo, e a Palazzolo. Tre (a Chiari, Iseo e Orzinuovi) le Centrali operative territoriali (Cot) con funzione di coordinamento della presa in carico della persona.

Personale

Preziosi, anche nell’ottica di sgravare l’ospedale (specializzato, sempre più, nelle acuzie), saranno gli infermieri di famiglia che, come spiega Bruschi, «lavorano nelle case di comunità e hanno una funzione filtro, potendo fare medicazioni, prelievi, elettrocardiogramma e molto altro. Uno è in arrivo anche a Monte Isola, terra che ci vede impegnati anche con la telecardiologia». Allo stesso modo sono strategici i medici di comunità, «figure nuove che rappresentano un’evoluzione dell’igienista nella medicina territoriale. Al primo bando, con due posti, si sono presentati in quattro. I primi due sono specializzandi e stanno già lavorando».

Per costruire percorsi di presa in carico che vadano dal territorio al territorio (per esempio con i diabetici), secondo Bruschi fondamentale sarà il ruolo dei 33 medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. Con questa consapevolezza oggi il direttore inizierà a incontrarli, a gruppi, partendo da quelli della zona di Orzinuovi, per «conoscerli e far conoscere loro l’ospedale, i suoi servizi e i suoi progetti nell’ottica di condividere percorsi e obiettivi comuni. Ci tengo al fatto che abbiano un canale di comunicazione diretto con l’azienda».

A fare la differenza, in tutto questo, sarà anche il ricorso al digitale: «Siamo stati i primi a introdurre il fascicolo sanitario elettronico e saremo i primi a partire, entro l’estate, con il Cup». Il Centro unico di prenotazione (che interesserà, poi, tutta la provincia) «garantirà ai cittadini un percorso di accesso virtuoso alla sanità e servirà a tagliare le liste d’attesa». All’Asst Franciacorta sono realtà anche le cartelle cliniche elettroniche: «Anche in questo siamo stati tra i primi».

In quanto a iniziative, il direttore generale sottolinea il successo dei recenti open day vaccinali (mille vaccini a 650 persone in un giorno a Orzinuovi e 650 dosi per 400 utenti a Palazzolo), che verranno riproposti. Circa, infine, il personale: «L’azienda si conferma attrattiva: i medici non mancano, le uniche carenze possono essere definite "di sistema" e riguardano fisiatria e dermatologia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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