L’Iran conferma: Ali Khamenei è morto

La tv di Stato iraniana conferma la morte di Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran, e aggiunge che negli attacchi di Israele e Stati Uniti è stato ucciso ancheil capo di Stato maggiore delle forze armate. L'Iran annuncia 40 giorni di lutto, mentre i Pasdaran minacciano l'operazione «più feroce» della storia contro Israele e le basi statunitensi.
Secondo i giornalisti dell'Afp, migliaia di persone in lutto si sono radunate nel centro della capitale iraniana Teheran dopo la morte dell'ayatollah Ali Khamenei. I partecipanti al corteo funebre, vestiti per lo più di nero e alcuni in lacrime, hanno intonato slogan come «morte all'America» e «morte a Israele» in piazza Enghelab (piazza della Rivoluzione). Molti sventolando bandiere iraniane tenendo in mano foto di Khamenei.

Le parole di Trump
Una soluzione diplomatica alle tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti è «facilmente» possibile, ha dichiarato Trump in un'intervista a Cbs News. «Molto più facile ora di quanto non fosse un giorno fa, ovviamente, perché stanno subendo pesanti pressioni», ha osservato ancora il tycoon, aggiungendo di sapere chi sta guidando l'Iran dopo la morte di Khamenei, senza fornire ulteriori dettagli. Alla domanda su chi vorrebbe vedere alla guida dell'Iran, Trump ha risposto: «Ci sono alcuni buoni candidati».
Trump ha detto di ritenere che gli attacchi di Usa e Israele che hanno ucciso la Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, siano stati efficaci e potrebbero aprire la strada alla diplomazia, esprimendo fiducia nei risultati finora ottenuti attraverso azioni che hanno rappresentato «un grande giorno» per l'Iran e «per il mondo».
Cbs News, in base a quanto appreso da fonti, ha riferito che circa 40 funzionari iraniani sono stati uccisi negli attacchi di sabato. Trump ha detto poi che «ci sono alcuni buoni candidati» per guidare l'Iran dopo la morte di Khamenei, evitando di fornire ulteriori dettagli. Dopo aver parlato con funzionari e leader mondiali per tutto il giorno, il tycoon ha affermato di continuare a monitorare con attenzione la risposta iraniana.
Teheran, infatti, ha lanciato missili balistici contro Israele e ha aggredito altri alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. «È quello che ci aspettavamo», ha notato il presidente nell'intervista telefonica in merito alla risposta di rappresaglia, pur considerando gli attacchi dell'Iran inferiori alle previsioni. «Pensavamo che sarebbero stati il doppio», ha spiegato, ammettendo che la situazione rimane incerta. «Finora, sono stati meno di quanto pensassimo», ha concluso.
Le parole del presidente Pezeshkian
Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che l'uccisione della Guida suprema, Ali Khamenei, equivale a «una dichiarazione di guerra a tutti i musulmani», aggiungendo che «vendicarne la morte è un diritto e anche un dovere legittimo».

«L'assassinio della più alta autorità politica della Repubblica islamica dell'Iran e di un importante leader dello sciismo mondiale... è percepito come un'aperta dichiarazione di guerra contro i musulmani, e contro gli sciiti, in tutto il mondo«, ha detto alla Tv di Stato. L'Iran «ritiene suo legittimo dovere e diritto vendicare gli autori e gli ideatori di questo crimine storico».
«La Repubblica Islamica considera un dovere e un diritto legittimo vendicare coloro che hanno commesso o ordinato un crimine così storico e farà tutto il possibile per assumersi questa grande responsabilità», ha affermato Pezeshkian.
Nuovi attacchi
Una nuova serie di attacchi statunitensi-israeliani è stata segnalata anche nelle città di Karaj, Qom, Bushehr, Ahvaz, Orumiyeh e Hamedan nella prima mattinata di oggi. Il rappresentante dell'Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato in una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu nella prima mattinata di domenica che «l'Iran continuerà a difendersi in modo deciso e proporzionato, finché gli Stati Uniti e Israele continueranno la loro aggressione. Il sogno del governo ostile degli Stati Uniti di costringere l'Iran alla resa non si realizzerà mai». Nel frattempo, l'agenzia di stampa Fars ha confermato la morte della figlia, del genero e del nipote di Khamenei durante gli attacchi di sabato a Teheran. Secondo quanto riferito, anche una delle nuore di Khamenei sarebbe rimasta uccisa.
L'Iran «ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto» non lo abbia fatto prima. «È meglio che non lo facciano, tuttavia, perché se lo facessero li colpiremmo con una forza mai vista prima!». È il monito del presidente americano Donald Trump, affidato al suo social Truth e indirizzato a Teheran, dopo che i Pasdaran hanno preannunciato attacchi durissimi in risposta a quelli di ieri di Usa e Israele che hanno portato all'uccisione della Guida suprema.
Reza Pahlavi, figlio dello scià iraniano deposto
In un breve post su X, Reza Pahlavi, figlio dello scià iraniano deposto, ha ringraziato Trump per l'operazione militare lanciata contro l'Iran, affermando che «l'ora della liberazione è vicina». «Il coraggioso popolo iraniano ha pagato un prezzo molto alto per la libertà», ha aggiunto. Pahlavi, che aspira a guidare l'Iran, ha dichiarato di aver elaborato un piano «per una transizione ordinata e trasparente verso un Iran democratico».
The courageous Iranian people have paid a heavy price for freedom. Thanks to President @realDonaldTrump, their hour of liberation is at hand.
— Reza Pahlavi (@PahlaviReza) March 1, 2026
In the @washingtonpost I lay out my plan for an orderly, transparent transition to a democratic Iran.https://t.co/HU7oNWRGcj
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