Invisibili: all’Help center di Brescia 600 richieste d’aiuto all’anno

Marco Papetti
In città sono diverse le strutture e le reti che aiutano uomini e donne senza fissa dimora o in condizioni di grave emarginazione: l’analisi
Una situazione di emarginazione in zona Lamarmora - © www.giornaledibrescia.it
Una situazione di emarginazione in zona Lamarmora - © www.giornaledibrescia.it
AA

Non si vedono, ma non per questo manca chi li cerca o è pronto ad aiutarli. Attorno agli «invisibili» – uomini e donne senza fissa dimora o in condizioni di grave emarginazione – a Brescia si è costituita negli anni una rete di protezione, divisa tra servizi a bassa soglia (specificatamente rivolti agli emarginati), luoghi fisici che erogano servizi essenziali, e servizi di inclusione sociale.

Assistenza

I dati sono stati presentati dal dirigente responsabile dell’Unità di staff Programmazione e progettazione sociale del Comune, Silvia Bonizzoni, al convegno «Gli invisibili: equità nella salute. Assistenza socio-sanitaria alle persone in condizioni di marginalità sociale», promosso dall’Ordine medici, chirurghi e odontoiatri della provincia di Brescia; in città i posti per bassissima e bassa soglia sono un centinaio, quelli per l’inclusione sociale 180.

Servizi di cui uno dei primi filtri per intercettare le persone emarginate è l’Help center, centro informativo e di orientamento per persone con fragilità sociale, aperto nel 2017 in viale della Stazione 80 da una collaborazione tra il Comune, Ferrovie dello Stato, Osservatorio nazionale della solidarietà nelle stazioni e cooperativa La Rete.

Allo sportello, che da ottobre di quest’anno ha un’ulteriore sede in via Corsica 21/23, operatori di più settori ed enti del Terzo settore analizzano le difficoltà delle persone che vi si rivolgono e cercano di facilitarne l’accesso ai servizi sul territorio di cui hanno bisogno.

Le richieste

Nel 2023 all’Help center le richieste di accoglienza in bassa soglia sono state 586, di cui 455 uomini e 131 donne. Un numero di poco inferiore agli accessi nel 2022, quando erano stati 599, di cui 506 maschi e 93 femmine. Tra chi ha chiesto aiuto all’Help center nel 2023 solo 11 (tutti maschi) sono risultati senza residenza, un dato in netto calo dal 2022, quando furono 168 (138 uomini e 30 donne). La maggior parte di chi è arrivato al centro è invece risultato avere come ultima residenza Brescia (250 persone), una località in provincia (160) o un luogo fuori dai confini del Bresciano (103). Di 36 le persone non è stata rilevata la provenienza.

Emarginazione

Numeri che offrono uno spaccato dell’emarginazione sociale sul nostro territorio, ma anche della rete che prova a porvi rimedio.

All’Help center nel 2023 la maggior parte delle persone sono giunte con accesso diretto (316 utenti), ma anche inviate dagli attori della rete assistenziale: a segnalare necessità di collocamento al centro sono stati per 120 casi i servizi sanitari, per 97 i servizi sociali, 44 quelli specialistici, per 6 persone (tutte donne) i servizi per migranti. Tra i motivi della richiesta al primo posto c’è la riduzione del danno legata a dipendenze (382 maschi e 117 femmine), poi motivi sanitari (84). Due le donne incinte che si sono rivolte all’Help center.

L’ambulatorio itinerante

Altri «invisibili» emergono poi dai dati sull’«Ambulatorio itinerante», promosso dal Comune con l’Asst Spedali Civili, con cui sono direttamente i medici e gli operatori sanitari ad avvicinare senza fissa dimora e persone in difficoltà: tra il 1° febbraio e il 30 settembre 2024 sono state effettuate 266 visite, tra il Centro diurno Progetto strada, il dormitorio Chizzolini, il dormitorio Caritas, il centro diurno Angolo e il dormitorio San Vincenzo.

Sono 255 uomini, 28 donne e 13 persone transgender, in maggioranza extracomunitari con passaporto (il 47%). Seguono gli italiani (38%), gli extracomunitari con passaporto (15%) e i comunitari (4%).

La cabina di regia

Per gestire la «grave emarginazione» a Brescia esiste anche una Cabina di regia, costituita nel 2017 da più enti del Terzo settore: cooperativa il Calabrone, cooperativa di Bessimo, associazione Amici del Calabrone, associazione Dormitorio san Vincenzo, cooperativa Scalabrini Bonomelli, cooperativa La Rete, Fondazione Opera San Martino, Centro Migranti. Tra il 2019 e il 2024 si sono aggiunte altre realtà: Emergency, l’asilo notturno Pampuri FateBeneFratelli, Società San Vincenzo, associazione Perlar e Adl Zavidovici.

Per l’assessore al Welfare Marco Fenaroli, «occorre collaborare» tra enti locali per farsi carico degli «invisibili»: «Penso che associandosi i Comuni possano organizzare una risposta articolata all’esigenza di persone che perdono la loro casa. La Prefettura potrebbe coordinare questo lavoro, come con grandissima fatica si fa per l’accoglienza dei richiedenti asilo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.