Investito in bici a Roccafranca, «dal sindaco poco rispetto per la vittima»

Roberto Merli, presidente di Condividere la Strada della vita, e da oltre 20 anni in prima linea per la sicurezza stradale ha ritenuto «poco rispettose» alcune frasi del sindaco di Roccafranca, Marco Franzelli, all’indomani dell’incidente mortale costato la vita ad un 30enne straniero in bicicletta, investito da un 19enne del paese trovato poi positivo agli stupefacenti. Il fatto che il sindaco «abbia definito l’omicidio stradale del giovane Sampson Agoumoh "un atto involontario" è molto grave: non vi è nulla di più volontario che mettersi alla guida dopo aver bevuto o assunto sostanze, creando, di fatto, gravi rischi a chi ha la sfortuna di imbattersi sulla sua strada» scrive Merli.
Per il presidente di Condividere la Strada della vita «dichiarare che "bisogna prestare massima attenzione ai pericoli quando si guida, perché sono sempre dietro l’angolo" ci sembra risibile. I nostri cari morti per causa altrui hanno imparato sulla loro pelle che, se sei alterato, sei tu che guidi alterato il pericolo dietro l’angolo».
Per Merli tocca alle forze dell’ordine «stabilire se l’incidente "è avvenuto in condizioni di non visibilità della persona che è stata investita" e la questione dovrà essere valutata da un giudice ma, è bene ricordarlo, l’eventuale concorso di colpa non elimina il reato ma incide esclusivamente su una riduzione della pena».
E chiudendo Condividere la Strada della vita non usa mezze parole: «A volte il silenzio è più opportuno di tante parole. Noi ci limitiamo soltanto ad urlare che se hai bevuto o assunto stupefacenti sarai responsabile di quello che causerai mettendoti alla guida».
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