Cronaca

Intossicazioni da monossido: «La manutenzione è la migliore prevenzione»

Parla Giovanni Russo, funzionario dei Vigili del fuoco: «Un nemico che dobbiamo riconoscere senza vedere, dormire con un braciere in camera espone a rischi mortali»
Una stufa
Una stufa
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Per GiovanniRusso funzionario dei Vigili del fuoco di Brescia, non è retorica parlare del monossido di carbonio come di un killer silenzioso: «Si tratta di un gas inodore, incolore e non irritante. Un nemico temibile che dobbiamo riconoscere senza vedere». In questa prima parte dell’anno le temperature rigide hanno portato molte persone, soprattutto in situazioni precarie, a scaldarsi come hanno potuto, con impianti o strumenti che non erano stati correttamente installati o manutenuti e le conseguenze sono state purtroppo pesantissime.

Riconoscere e prevenire

«Il personale sanitario, basandosi sui sintomi, ci comunica che si tratta di una possibile intossicazione da monossido oppure noi Vigili del fuoco, durante un intervento, capiamo che quella può essere la causa dei malesseri delle persone». In ogni caso «noi interveniamo sempre con l’autorespiratore indossato, è una procedura standard, abbiamo sempre la strumentazione per rilevare la concentrazioni di monossido di carbonio e altri gas nocivi e poter capire immediatamente come mettere in sicurezza il luogo dell’intervento».

In linea di massima «le cause di queste tragedie sono principalmente difetti di installazione o mancata manutenzione. E sono le uniche armi per fare prevenzione». In situazioni di marginalità poi manca anche la cultura: «Alcuni non si rendono conto che dormire con un braciere in camera equivale ad esporsi ad un rischio potenzialmente mortale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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