Infortuni sul lavoro, nel 2025 a Brescia 26 vittime e 15mila denunce

Nel 2022 avevano toccato quota 63.696. Due anni dopo sono 59.433. In mezzo, una brusca frenata nel 2023 (47.835). I numeri degli infortuni denunciati in Lombardia fotografano un fenomeno in calo rispetto al picco post-pandemico, ma ancora lontano dall’essere archiviato. Il tasso di infortuni (NSG) è sceso dal 15,5% del 2022 al 12,6% del 2024 (-18,4%), sostanzialmente in linea con la media nazionale (13,2 nel 2024). Nella media del triennio 2022-2024, la Lombardia resta sotto il dato italiano (12,96 contro 13,49), ma il rimbalzo del 2024 rispetto al 2023 segnala un quadro non lineare.
Il calo si è accompagnato a un rafforzamento dei controlli da parte delle Ats, con ispezioni in crescita. Più vigilanza e meno infortuni denunciati: è su questo binomio che la Regione rivendica l’efficacia della propria strategia. Ma la mappa resta disomogenea.
Nei primi undici mesi del 2025 la provincia di Brescia aveva registrato 26 vittime sul lavoro e quasi 15mila denunce complessive di infortunio, confermandosi tra i territori più esposti per incidenza di incidenti e malattie professionali.
L’intervento di Regione Lombardia
È dentro questo scenario che nasce il Progetto di legge 132 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, voluto dagli assessori Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Guido Bertolaso (Welfare). Il cuore della riforma è una piattaforma informatica regionale che traccerà tutti i corsi di formazione sulla sicurezza erogati in Lombardia, da enti accreditati e non accreditati, con registrazione obbligatoria dei soggetti formatori e valore pubblico degli attestati caricati.
«La Lombardia è la prima Regione italiana a dotarsi di una legge di questo tipo, una scelta consapevole di responsabilità che ci vogliamo prendere nei confronti di tutti i nostri lavoratori», afferma Tironi. L’obiettivo dichiarato è colpire il mercato parallelo degli attestati “facili” e riportare la formazione al centro della prevenzione. «I dati raccolti sulla piattaforma ci permetteranno anche di combattere gli attestati “facili”, puntando sulla qualità dei corsi erogati e sulla trasparenza».

Secondo l’assessora Tironi, si tratta di «una risposta concreta a situazioni di diffusa inosservanza che negli anni hanno penalizzato soprattutto i lavoratori, svuotando di significato la formazione e indebolendo l’intero sistema di prevenzione. Non stiamo inventando nuovi obblighi, ma stiamo facendo un passo decisivo per rendere effettivi e verificabili quelli già previsti dalla normativa nazionale».
Brescia sarà il laboratorio sperimentale. «È una delle province che, purtroppo, ha un tasso alto di incidenti, infortuni mortali e malattie professionali. Partiamo da lì. Ma quegli strumenti verranno messi a disposizione per tutta la Lombardia». L’ambizione è trasformare la banca dati in un presidio strutturale: meno carte, più tracciabilità. Perché dietro ogni percentuale, ricordano i numeri, restano nomi e vite.
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