Inclusione, alla Cascina Mensi un progetto di agricoltura sociale
In un cascinale immerso in novemila metri quadrati di verde persone con disabilità intellettive e con lo spettro autistico sperimentano percorsi di autonomia, crescita e inclusione grazie al contatto con la terra: seminano, puliscono patate, preparano erbe aromatiche, sgranano mais e piselli. Cascina Mensi, a Montirone, ospita un progetto di agricoltura sociale promosso da Anffas Fobap, nato grazie alla generosità di Faustino Mensi, che nel 2019 ha donato il cascinale in cui ancora vive, incontrando ogni giorno quelli che ormai chiama «i miei ragazzi».
Solidarietà
Al progetto è vicino sin dall’inizio il Rotary Club Brescia Ovest che, con raccolte fondi e attraverso il service «Bresciamore», sostiene progetti mirati per svilupparne l’attività. Con l’ultimo evento a sostegno, una cena di gala a Villa Mazzotti, a Chiari, messa a disposizione gratuitamente dal Comune, sono stati raccolti 60mila euro. «I bresciani si sono distinti ancora una volta per generosità – sottolinea la presidente del Rotary Club Brescia Ovest, Emanuela Verzeletti – . Gli ospiti della cascina hanno anche decorato lanterne che, durante la cena di gala, si potevano portare a casa con una donazione».
Cosa si farà

I 60mila euro serviranno a finanziare, a piano terra, la ristrutturazione dello spaccio dove vengono venduti i prodotti raccolti e la realizzazione di una sala polifunzionale; al piano superiore un co-housing che consenta di sperimentare l’autonomia e la gestione di una casa. Saranno utilizzati anche per realizzare orti rialzati in modo che chi ha difficoltà motorie possa sperimentarsi con la coltivazione e la raccolta.
«Da gennaio istituiremo un servizio bus da Brescia a Montirone per agevolare ancora di più la frequentazione della Cascina – spiega la coordinatrice di Cascina Mensi, Elena Carera –. Il lavoro agricolo con cui i ragazzi si possono cimentare spazia dalle attività in campo a mansioni più semplici».
Accanto al lavoro agricolo, a Cascina Mensi, si promuovono anche iniziative educative, ricreative e culturali attraverso la collaborazione con le scuole dell’infanzia del territorio, attività con gruppi di persone anziane, laboratori per bambini e famiglie. «Vogliamo rendere la cascina sempre più un luogo di incontro – dice il presidente di Anffas Fobap di Brescia, Giorgio Grazioli –. Alla Cascina arrivano persone che frequentano i nostri servizi ma anche del territorio».
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