Incendio di Rovato, dopo venti giorni ancora tre famiglie senza casa

L’incendio del 22 settembre, in via XXV Aprile a Rovato, è spento. Restano però, a una ventina di giorni di distanza, le esigenze dei 7 nuclei familiari - tutti affittuari - che, nel giro di poche ore, hanno perso tutto. A partire dal bene più prezioso: la casa. Sul fronte degli aiuti materiali, la solidarietà è stata fin da subito una vera e propria onda, fatta di tante iniziative, pubbliche e anche private, sia economiche sia pratiche, dai pranzi offerti da alcuni ristoratori a chi ha messo a disposizione la propria professionalità per rendere più confortevole le sistemazioni temporanee.
Generosità
«Rovato – spiega l’assessore Valentina Bergo – si è confermata ancora una volta una città generosa e pronta a sostenere chi è in difficoltà. Il tessuto sociale, ricchissimo, ha risposto alla grande», coinvolgendo pure le scuole e i genitori dei compagni di classe dei bambini rimasti senza casa. Da loro è arrivato un aiuto significativo: dal materiale scolastico fino al sostegno economico, nei casi più delicati, per quanto riguarda il pagamento delle rette.
Discorso più complicato per gli alloggi, come rimarca Bergo: «La domanda di case, a Rovato, supera decisamente l’offerta. Questo vale in condizioni di normalità ed è ancora più evidente di fronte a una situazione emergenziale come quella che ha colpito le famiglie vittime dell’incendio del 22 settembre».
Introvabili
Gli affitti, a Rovato, sono infatti una chimera. Passando in rassegna i principali siti del settore, le offerte disponibili sono solo un paio, a fronte invece di almeno una decina di soluzioni turistiche, i cosiddetti affitti brevi. Un problema nel problema per tre nuclei familiari, ancora oggi ospitati da amici o parenti. Per loro i Servizi sociali (030.7713277) cercano, nel territorio di Rovato, un monolocale, possibilmente nella stessa zona di via XXV Aprile; un trilocale – o un grande bilocale – che ospiti tre persone (i genitori e la figlia maggiorenne) e un grande trilocale – o meglio ancora un quadrilocale – per la famiglia più numerosa, composta da sette persone: papà, mamma e 5 figli, di cui 4 minorenni. Una ricerca tutt’altro che semplice, vista la storica fame di abitazioni che da alcuni anni ha investito anche la capitale della Franciacorta.

Durante l’ultimo Consiglio comunale Stefano Fogliata, dell’opposizione di Rovato Domani, ha chiesto all’Amministrazione se vi fossero «a disposizione alloggi di proprietà comunale, magari fermi per carenza manutentiva, da mettere a disposizione di chi ha perso tutto, suo malgrado». Negativa la risposta del vicesindaco, Simone Agnelli, che ha ricordato come «l’edilizia popolare, a Rovato, è un tema delicato. Gli appartamenti sono praticamente tutti assegnati; per recuperare anche l’inagibile, abbiamo appena investito 35mila euro. Resta fuori solo un appartamento, da 100 metri quadrati, in corso Bonomelli. È in condizioni di tale inagibilità che per rimetterlo in sesto servirebbe un investimento molto ingente, al momento non ipotizzabile».
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