Il terzo lotto della ciclovia del Garda non si fa: cosa accadrà ora

La decisione annunciata in questi giorni chiude il discorso in via definitiva per quanto concerne il tratto bresciano della ciclovia dell’Alto Garda.
Il terzo lotto della ciclabile
Quello tra Gardone e Limone, il cosiddetto terzo lotto, era l’unico tratto ancora da definire dal punto di vista progettuale.
Sono già appaltati, infatti, i due lotti Sirmione-Padenghe e Padenghe-Gardone, che in massima parte corrono su percorsi già esistenti.
La ciclovia arriverà fisicamente al porticciolo di Fasano, frazione di Gardone, e da qui continuerà verso nord, per agganciarsi al tratto già realizzato a Limone, tramite la via d’acqua. È dunque da rivedere, alla luce delle decisioni rese note, il progetto di fattibilità tecnico-economica presentato al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità nell’agosto 2021, secondo il quale l’anello ciclabile avrebbe dovuto svilupparsi per 165 km attorno al lago (79 km sulla costa lombarda, 67 su quella veronese e 19 nella parte trentina).
Costi triplicati
La spesa complessiva prevista era stata calcolata in 344,5 milioni di euro (120,5 in Veneto, 144 in Lombardia e 80 per la Provincia di Trento).
Ma per i detrattori dell’opera – tra cui molte sigle ambientaliste, da Legambiente al Wwf, passando per Italia Nostra e i comitati locali – i costi sarebbero addirittura triplicati rispetto alle previsioni iniziali e arriverebbero, secondo una proiezione calcolata sulla base delle spese effettivamente approvate per i tratti già appaltati, all’astronomica cifra di 1 miliardo e 118 milioni di euro.
Senza contare le spese di manutenzione, che saranno ingentissime vista l’elevata fragilità geologica del contesto in cui è inserita la pista.
L’opera sta procedendo anche nei territori trentini e veronesi. Qui Provincia Autonoma di Trento e Regione Veneto tirano dritto nonostante le polemiche per l’impatto, i costi e la pericolosità.
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