Il caso Ashkar accende il Consiglio: dall’opposizione accuse di parzialità

Durante la seduta è stata allontata un’attivista pro Palestina dall’aula. Il centrodestra attacca: «Dibattito impossibile»; risponde il presidente Rossini: «Sono state rispettate le regole»
Il Consiglio comunale di ottobre
Il Consiglio comunale di ottobre
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«Nel pubblico ci sono alcuni studenti: ci auguriamo che la loro presenza costituisca una lezione di educazione civica per tutti noi». La premessa con cui il presidente del Consiglio comunale Roberto Rossini ha aperto la seduta di ieri non è stata pienamente recepita da alcuni consiglieri, che con il caso Ashkar – al di là delle rispettive ideologie e visioni politiche – hanno surriscaldato l’ambiente. Morale: un’attivista del Coordinamento Palestina è stata allontanata dall’aula, la seduta è stata sospesa per alcuni minuti e gli studenti se ne sono andati.

Certo, non è la prima volta che i consiglieri oltrepassano il limite della discussione per arrivare a quello del bisticcio, ma in questo caso alla base della questione c’è una tematica che nell’ultima settimana ha tenuto attivo il dibattito politico cittadino e anche nazionale. Il consigliere della Civica Castelletti Iyas Ashkar ha condiviso sui propri social un post che proponeva analogie tra Israele e il nazismo. «È stato inopportuno condividere quel post ma non sono antisemita e non lo diventerò mai» è stata la precisazione del consigliere, invitato poi dalla sindaca a «una profonda riflessione».

In aula

La vicenda non sarebbe dovuta arrivare in Aula, quantomeno non ieri, perché nessun punto all’ordine del giorno prevedeva di entrare nel merito della vicenda. L’invito ad esprimersi alla sindaca del consigliere Giovanni Posio (FdI) ha però scatenato una reazione a catena. «Non si aprono discussioni su questioni che non sono all’ordine del giorno» è stata la precisazione di Rossini, che non ha convinto né Massimiliano Battagliola (Civica Rolfi) né Mattia Margaroli (capogruppo di Fdi). «Non è concepibile che il Consiglio debba essere informato dalla stampa e non in maniera formale» il succo dei loro interventi.

La voce si alza poi anche tra il pubblico quando Margaroli parla di «fatto grave» in riferimento al post di Ashkar. Commento che non piace ai molti attivisti presenti e tra i mugugni si sente: «In Palestina muoiono migliaia di bambini ogni giorno». Il clima teso obbliga Rossini a sospendere la seduta. Qualcuno sottolinea che non accetta lezioni da chi «ha la fiamma tricolore nel simbolo del partito», mentre Rolfi senza accendere il microfono accusa «hanno paura»: motivo per cui la maggioranza non vorrebbe discutere del caso Ashkar.

Accuse

Nemmeno la pausa - e neanche gli altri punti all’ordine del giorno - riescono però ad acquietare il centrodestra. La richiesta è di intervenire sull’ordine dei lavori per far parlare la sindaca. Da lì la discussione prende la strada delle accuse. «Che oggi Ashkar non sia presente non gli fa onore, così come non fa onore alla sindaca e alla giunta decidere di estraniarsi dal caso», evidenzia Margaroli, che poi si rivolge a Rossini: «È un modo imbarazzante di tenere l’Aula. Il pubblico ha dato a me e ai miei colleghi dei fascisti». Anche Fabio Rolfi entra in campo: «Sono stati dieci minuti tristi e trovo imbarazzante che una questione portata in commissione Segre al Governo non trovi spazio in questo Consiglio. Lei Rossini ha dimostrato di essere di parte».

E la maggioranza? Decide di non intervenire, se non per calmare gli animi nel momento di maggior concitazione. L’unica frecciatina arriva da Andrea Curcio (Pd): «Apprezzo che qualcuno abbia considerato fascista un insulto». La tematica esce poi dal Consiglio e finisce sotto il portico della Loggia, dove il Coordinamento Palestina dà a un presidio contro le politiche d’Israele.

Risvolti

Tutte le discussioni politiche che si rispettino non possono concludersi in Aula. E quella che ruota attorno al post condiviso da Ashkar non è da meno. «In Consiglio comunale non si è potuto discutere del caso Ashkar e delle sue dichiarazioni strampalate circa l’assimilazione di Israele alla Germania nazista. Si è preferito chiudere ad ogni confronto probabilmente su ordine della Giunta. Una condotta che lede, ancora una volta, la caratteristica di terzietà che la presidenza del Consiglio dovrebbe avere. Il sindaco preferisce fuggire dalle proprie responsabilità, essendo coinvolto il proprio gruppo consigliare» è la riflessione finale del centrodestra.

La sindaca Castelletti e il presidente del Consiglio Rossini dietro agli assessori Poli e Bianchi
La sindaca Castelletti e il presidente del Consiglio Rossini dietro agli assessori Poli e Bianchi

La risposta arriva dal presidente del Consiglio comunale, che ha dovuto gestire la delicata vicenda. «Nessuno dei capigruppo di opposizione ha chiesto un incontro o un approfondimento sulla vicenda del consigliere Ashkar nelle ore precedenti il Consiglio. Semplicemente, si è assicurato il rispetto delle regole condivise, per garantire la tutela di ogni consigliere, di maggioranza e di minoranza. Il ruolo del presidente del Consiglio, infatti, è quello di applicare correttamente le norme, in una logica di imparzialità ed equidistanza. Un’autonomia di azione, che è a garanzia di tutte le forze politiche. La sindaca, va sottolineato, ha già espresso pubblicamente la sua opinione negli scorsi giorni, in modo chiaro, netto e riconosciuto da tutti». 

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