A Idro una raccolta fondi per salvare il centro natatorio Narciso

C’è un luogo, a Idro, che da anni scandisce il tempo della comunità. Non solo per chi nuota, ma per chi si incontra, cresce, si rimette in piedi dopo una fatica o un infortunio. Il Centro natatorio «Narciso» è questo: un presidio quotidiano, silenzioso e indispensabile. E oggi quella struttura è al centro di un’operazione tanto impegnativa quanto necessaria, perché il rischio di perderla è stato reale.
Il piano
La Comunità montana di Valle Sabbia ha deciso di farsi carico dell’acquisizione, un’operazione da circa 1 milione e 600mila euro, avviata dopo la scelta dei proprietari di cedere l’impianto. Non un passaggio formale, ma una presa di responsabilità collettiva. Tanto che il presidente Giovanmaria Flocchini ha ricevuto dai sindaci della valle un mandato unanime a procedere.
Chiamata a raccolta
Già sul piatto c’è mezzo milione di fondi ex-Odi. E ora entra nel vivo la campagna «La Valle che nuota», che chiama a raccolta cittadini, imprese e realtà locali. L’obiettivo è uno solo: trasformare un problema in occasione, coinvolgendo la comunità nel salvataggio e nel rilancio dell’unico centro natatorio valsabbino. Le donazioni confluiranno nel fondo territoriale per la Valle Sabbia della Fondazione della Comunità Bresciana, strumento nato proprio per sostenere progetti ad alto valore sociale.
In campo
Flocchini non usa giri di parole: «È un bene comune». E dentro questa definizione c’è tutto: lo sport dei ragazzi, la riabilitazione degli anziani, le attività estive, le squadre, le relazioni. C’è una comunità che si riconosce in uno spazio condiviso. A guardare più in là è il sindaco di Idro, Aldo Armani, che intravede nella struttura potenzialità ancora inespresse: un luogo capace di ospitare iniziative diverse, eventi, attività che possono fare da volano per lo sviluppo turistico dell’intera area.
E poi c’è l’idea del «planetario dei donatori». Un’immagine evocativa: la piscina come sole, attorno i pianeti con i nomi di chi ha contribuito. Un modo per dire grazie, ma anche per lasciare un segno visibile e duraturo di una partecipazione condivisa.
La gestione
Il percorso prevede anche un bando per la futura gestione: qualcuno ha già espresso il suo interesse. Perché salvare il Narciso non basta: bisogna farlo vivere, ogni giorno. In fondo, questa non è solo una storia di numeri o di bilanci. È la storia di una valle che sceglie di non rinunciare a uno dei suoi luoghi identitari. E che, ancora una volta, prova a restare a galla nuotando insieme.
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