Ice, Trump verso de-escalation: Bovino potrebbe lasciare Minneapolis

Dopo la morte di Alex Pretti, il presidente Usa apre alla riduzione degli agenti federali: a gestire le operazioni del Border patrol potrebbe arrivare Tom Homan
Greg Bovino durante le proteste anti-Ice in Minnesota - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Greg Bovino durante le proteste anti-Ice in Minnesota - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
AA

Donald Trump prova a raffreddare la crisi apertasi a Minneapolis dopo l’uccisione di Alex Pretti, infermiere di 37 anni colpito a morte da agenti federali durante un’operazione sull’immigrazione. Dopo giorni di polemiche, pressioni politiche e segnali di malcontento anche nel campo repubblicano, la Casa Bianca ha avviato un cambio di passo: riduzione graduale degli agenti federali sul campo, partenza del comandante del Border patrol Gregory Bovino dalla città e invio in Minnesota di Tom Homan, storico «zar dei confini» e fedelissimo del presidente.

Un memoriale per Alex Pretti, ucciso dagli agenti Ice - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Un memoriale per Alex Pretti, ucciso dagli agenti Ice - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Trump

Trump, in un’intervista al Wall Street Journal, ha adottato toni più cauti sulla dinamica dell’uccisione di Pretti: «Stiamo esaminando e valutando tutto e prenderemo una decisione». Ha anche lasciato intendere che la presenza massiccia dell’Ice non sarà permanente. «A un certo punto ce ne andremo. Lasceremo lì un gruppo diverso di persone per la frode finanziaria», ha detto, riferendosi a una vasta indagine su presunte truffe al welfare in Minnesota, più volte citata dalla Casa Bianca per giustificare il dispiegamento di circa 3.000 agenti federali.

Poco dopo, su Truth, Trump ha annunciato l’invio a Minneapolis di Tom Homan, precisando che «gestirà le operazioni dell’Ice direttamente sul campo» e «riferirà direttamente a me».

La portavoce Karoline Leavitt ha ribadito che Homan «continuerà ad arrestare i peggiori dei peggiori criminali immigrati clandestini», ma il suo arrivo viene letto anche come un commissariamento dei vertici attuali delle operazioni, dalla segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem al comandante del Border Patrol Gregory Bovino, entrambi finora schierati a difesa degli agenti coinvolti nella sparatoria, nonostante video e testimonianze abbiano messo in dubbio la versione ufficiale.

Greg Bovino via da Minneapolis

Sul terreno, intanto, qualcosa si muove. Cnn e Nbc riferiscono che Bovino lascerà Minneapolis a breve e che già in settimana inizierà una riduzione del numero di agenti del Border Patrol presenti in città. Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha però smentito formalmente la rimozione di Bovino dall’incarico. «Non è stato sollevato dai suoi compiti», ha scritto su X la vicesegretaria Tricia McLaughlin, definendolo «una parte fondamentale della squadra del presidente». Una smentita arrivata dopo che The Atlantic aveva parlato di una sua retrocessione e di tensioni interne all’amministrazione, citando anche il rischio di dimissioni per la ministra Noem e per il suo consigliere Corey Lewandowski.

A rafforzare l’ipotesi di una de-escalation è stata la telefonata definita «molto buona» tra Trump e il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz. «Sembravamo sulla stessa lunghezza d’onda», ha scritto il presidente. Secondo la Casa Bianca, nel colloquio Trump ha delineato un percorso per «ripristinare l’ordine», chiarendo che, se le autorità locali adotteranno le misure richieste, non sarà più necessaria una presenza massiccia di Ice e Border Patrol. L’ufficio di Walz ha confermato che Trump ha accettato di «esaminare la possibilità di ridurre il numero di agenti federali» e di «lavorare in modo più coordinato con lo Stato sull’applicazione delle leggi sull’immigrazione nei confronti dei criminali violenti», oltre a coinvolgere il Dipartimento per la Sicurezza interna per garantire un’indagine indipendente sull’uccisione di Pretti.

Casa Bianca divisa

La svolta arriva mentre la Casa Bianca appare divisa. Da un lato falchi come Stephen Miller spingono per mantenere una linea dura; dall’altro, alcuni consiglieri e consigliere temono un boomerang politico in vista delle elezioni di midterm. I sondaggi mostrano una maggioranza di statunitensi contraria ai metodi dell’Ice, con un aumento delle critiche anche tra l’elettorato repubblicano. Esponenti del partito hanno chiesto apertamente il ritiro degli agenti federali da Minneapolis. C’è anche chi si è sfilato: Chris Madel, avvocato di Minneapolis e candidato repubblicano alla carica di governatore del Minnesota, ha annunciato il ritiro dalla corsa.

Sul fronte opposto, i democratici minacciano di non votare i fondi per il Dipartimento per la Sicurezza interna, aprendo lo scenario di un possibile shutdown a fine mese. Leavitt ha provato a ricompattare la linea presidenziale: «Nessuno alla Casa Bianca, compreso Trump, vuole vedere americani feriti o uccisi nelle strade. Ma il presidente esige la fine della resistenza e del caos dei democratici» rispetto alla politica di espulsione degli immigrati.

Resta però il nodo centrale: la gestione delle operazioni a Minneapolis dopo un episodio che ha riacceso il dibattito nazionale sull’uso della forza da parte degli agenti federali. La partenza imminente di Bovino dalla città, la riduzione annunciata del contingente e l’arrivo di Homan segnano l’inizio di una nuova fase, in cui la Casa Bianca cerca di riprendere il controllo politico e operativo di una crisi che ha già prodotto fratture interne, proteste locali e un forte impatto sull’opinione pubblica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...