Gussago, la farmacia resta a Ronco ma non sarà più comunale

Il passaggio di testimone è fissato per l’1 settembre: quel giorno la farmacia comunale di Ronco diventerà ufficialmente privata, con il subentro dei fratelli Prandi, attuali titolari della farmacia di Torbole Casaglia. I Prandi si sono aggiudicati l’asta pubblica indetta dal Comune. La farmacia resterà a Ronco, come confermato dal sindaco dopo un confronto con i futuri proprietari, che hanno scelto di mantenere la sede attuale pur avendo la possibilità, prevista dalla delibera, di spostare l’esercizio anche a Navezze.
Ampliamento
Non solo: stanno già valutando l’acquisizione dell’area adiacente per ampliare gli spazi e migliorare il servizio. «La farmacia non chiude e non si sposta – assicura il sindaco Giovanni Coccoli –. Il passaggio avverrà con continuità: cambierà la gestione, ma la presenza del servizio sarà garantita e anzi potenziata. Abbiamo riflettuto a lungo prima di cedere questo bene pubblico, ma i numeri parlano chiaro: incassare all’incirca 970mila euro equivalenti agli utili di almeno 40 anni è un’opportunità che abbiamo deciso di cogliere. E oggi possiamo dire che il servizio non verrà penalizzato, anzi». La cessione comporta la liquidazione dell’Azienda speciale, partecipata al 100% dal Comune, il cui patrimonio confluirà nel bilancio dell’ente.
I fondi
L’utile netto dell’ultimo esercizio si era attestato attorno a 36mila euro (mentre la media è all’incirca di 20mila euro di utile all’anno), una cifra buona ma comunque lontana dal valore dell’incasso ottenuto con la vendita. Il ricavato della vendita è stato momentaneamente iscritto a bilancio sotto la voce «Santissima» (e quindi in funzione delle operazioni di ripristino dell’edificio principale), ma l’Amministrazione ha già dichiarato l’intenzione di utilizzarlo per l’eventuale acquisizione dell’oratorio femminile della parrocchia di Gussago, una struttura strategica, centrale, urbanizzata e destinata a servizi pubblici. «La trattativa è ancora in fase di stallo – spiega Coccoli – e non avendo impegni formali con la parrocchia, non potevamo vincolare formalmente le risorse all’acquisto. Ma se l’accordo dovesse andare in porto, sappiamo già dove destinare i fondi».
Intanto, il futuro della farmacia appare delineato: continuità nella presenza sul territorio, nuovo slancio imprenditoriale e la prospettiva di una sede più grande. Un passaggio delicato, ma anche un’occasione per migliorare un servizio importante per la frazione.
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