Il giallo delle ossa umane: «Tomba del tardo periodo romano o longobarda»

Dal primo sopralluogo della Soprintendenza la retrodatazione dei resti trovati ad Adro
Le verifiche nell'area - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Le verifiche nell'area - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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Nuovi sviluppi emergono dal ritrovamento archeologico avvenuto sabato nel territorio di Adro. I primi accertamenti tecnici della Soprintendenza Archeologica di Brescia hanno fornito indicazioni temporali significative sui resti umani rinvenuti durante uno scavo.

Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Adro, Davide Moretti, la funzionaria della Soprintendenza intervenuta per un sopralluogo ha collocato la sepoltura tra il tardo periodo romano e l’epoca longobarda.

Il ritrovamento

Sebbene paia che non si tratti di un sito di primaria rilevanza, il ritrovamento rappresenta comunque un tassello importante per la ricostruzione storica del territorio.

L’indagine, inizialmente condotta dai carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche per escludere possibili collegamenti con casi di cronaca recente, passa ora nelle mani degli archeologi. L’area rimane sotto sequestro in attesa di ulteriori verifiche che determineranno se si tratti di una sepoltura isolata o di una più ampia necropoli.

L’aspetto più interessante della ricerca si concentrerà sull’analisi dell’eventuale corredo funerario, elemento fondamentale per la datazione e la comprensione del contesto storico-sociale. Gli archeologi cercheranno manufatti e oggetti sia nella tomba già individuata sia nelle eventuali sepolture adiacenti, seguendo una metodologia consolidata nello studio delle necropoli tardo-romane e longobarde.

Lo studio

Un elemento di particolare interesse è il confronto con altri siti archeologici simili, come quello relativamente vicino di Trezzo sull’Adda, dove sono state rinvenute tombe longobarde isolate risalenti al VII secolo. Le analogie costruttive con la sepoltura di Adro potrebbero fornire preziose indicazioni per inquadrare meglio il ritrovamento nel suo contesto storico.

Le sepolture longobarde si caratterizzano per una notevole varietà tipologica: si va dalle semplici fosse con o senza bara in legno alle più elaborate casse rettangolari in lastre di pietra o muratura, fino alle tombe alla cappuccina. Questa diversità riflette la complessità della società longobarda, che si sviluppò in Italia tra il 650 e il 774 d.C., anno della conquista franca.

Il valore

L’importanza del ritrovamento di Adro va oltre il mero interesse archeologico: le sepolture longobarde rappresentano infatti una fonte primaria per comprendere l’organizzazione sociale, le credenze e le usanze di questo popolo che ha profondamente influenzato la storia dell’Italia altomedievale.

Gli archeologi dovranno ora valutare attentamente il sito, considerando anche l’influenza dei processi di cristianizzazione sulle pratiche funerarie longobarde, che gradualmente modificarono le tradizionali usanze di sepoltura in luoghi aperti e ampie necropoli.

Il destino dell’area dipenderà dall’esito delle indagini archeologiche. La Soprintendenza dovrà stabilire il valore effettivo del ritrovamento e definire le eventuali misure di tutela e valorizzazione del sito, che potrebbe rivelarsi una preziosa testimonianza della presenza longobarda nel Bresciano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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