Cronaca

Giacomo Bozzoli trovato sotto il letto, le prime parole: «Ma mi arrestate?»

Lo riferisce uno dei carabinieri intervenuti nella villa di Soiano: «Non pensavamo potesse nascondersi in casa. Mi è parso molto scosso»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

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Il letto sotto cui è stato trovato Giacomo Bozzoli a Soiano

È stato un colpo di scena per tutti. Anche per chi lo cercava. «A casa proprio no, non pensavamo potesse esserci, figuriamoci sotto il letto» racconta il maresciallo dei carabinieri, 40 anni e 20 dei quali in divisa e di cui non diamo il nome per tutelare l’attività che conduce il nucleo investigativo, che giovedì ha trovato Giacomo Bozzoli nel cassettone.

Maresciallo, come ha capito che Giacomo Bozzoli era nel cassone del letto?

«Ho notato un dopobarba da uomo sul comodino della camera e la presenza di vestiti simili a quelli che avevamo notato nei fotogrammi che ritraevano Bozzoli alla reception di un albergo in Spagna il 30 giugno. Devo però aggiungere che non ho capito in un particolare momento che lui potesse trovarsi nel cassettone. Dato che svolgiamo spesso perquisizioni domiciliari molto dettagliate ed approfondite mi è sembrato necessario verificare quello spazio peraltro assolutamente idoneo ad occultare una persona.

E lo ha trovato. Cosa ha provato quando ha alzato il cassone e lo ha visto rannicchiato?

«Sorpresa sicuramente ma anche una enorme soddisfazione per avere concluso positivamente la ricerca che da giorni ininterrottamente conducevamo. Abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza necessarie per tutelare la sua e la nostra incolumità e per fortuna Giacomo Bozzoli non ha opposto resistenza».

Quale è stata la reazione del 39enne e cosa vi siete detti?

«Le prima cosa che ha detto è stata: “Ma mi arresterete? Io sono innocente”. Mi è parso molto scosso e provato e proprio per questo, pur nel rispetto delle procedure di sicurezza, nei suoi confronti siamo stati molto umani e delicati. Conclusa la ricerca volevamo comunque rassicurarlo e tranquillizzarlo in considerazione della situazione difficile nella quale si trovava».

Si era mai trovato in carriera in una situazione del genere, quasi assurda?

«No, soprattutto per l'aspettativa che si era creata rispetto alla sua individuazione. Sono contento di essere stato io a trovarlo e soprattutto sono felice che la cosa si sia svolta senza problemi per nessuno, salvaguardando l'incolumità di tutti e soprattutto quella dello stesso Giacomo Bozzoli».

I momenti successivi come sono stati?

«Lui non ha opposto resistenza ed ha chiesto di vestirsi. Noi abbiamo creato le condizioni di serenità necessarie e adottato tutte le cautele per svolgere tutte le successive incombenze in maniera sicura e rispettosa della sua dignità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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