CronacaBassa

A Ghedi i fantocci nel presepe ridanno vita a Teresina e don Pierino

Gianantonio Frosio
I lavori sono già iniziati: Isabella Costanzi e i residenti della Campagnola ricreano i personaggi «illustri» del borgo
I personaggi prendono forma - © www.giornaledibrescia.it
I personaggi prendono forma - © www.giornaledibrescia.it
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In principio era il libro dedicato ai luoghi e ai personaggi che hanno fatto la storia del quartiere: l’osteria di Maria Chiara, la bottega di Teresina, la melonera di Libero. E poi Marì la tabaccaia, Gina del grogrèm, Marì latéra…

Insieme con quelli di oggi, questi personaggi (pochi ancora vivi) saranno protagonisti dell’installazione realizzata con 70 pupazzi di paglia che, a Natale, verranno collocati nei giardini della Campagnola, in un percorso che da via Brescia porterà in via Toscanini, via Caruso, via Mascagni, via Puccini, via Gasparo da Salò e via Rossini per finire in chiesa. Un percorso nella memoria che si ispira al presepe napoletano che ospita, accanto ai personaggi tradizionali, vip e artisti.

Il progetto

L’idea è di Isabella Costanzi, ma coinvolge l’intero quartiere, perché solo una grande squadra può realizzare un progetto così ambizioso. L’obiettivo è dichiarato: «Creare un percorso con personaggi e luoghi che hanno fatto la storia del quartiere: praticamente un presepe rappresentativo della Campagnola, con gli abitanti di oggi e del passato».

Gli omini di paglia a grandezza naturale - © www.giornaledibrescia.it
Gli omini di paglia a grandezza naturale - © www.giornaledibrescia.it

Costruire 70 fantocci di paglia a grandezza naturale costa tempo, fatica e una pazienza certosina: siccome «Natale quando arriva, arriva», per non farsi trovare impreparati, nelle pause pranzo e nel tempo libero i volontari sono già al lavoro in un’ex serra trasformata in laboratorio per tagliare, cucire e impagliare. I personaggi, infatti, hanno scheletro di legno, ciccia di paglia e pelle di stoffa. Antropomorfi, ma esanimi, riconoscibili; vestiti con abiti d’epoca raccattati nelle case del quartiere, soprattutto dai familiari degli interessati. Don Pierino e don Eugenio, ad esempio, storici curati della Campagnola, avranno talari originali.

Lo scheletro in legno dei fantocci  - © www.giornaledibrescia.it
Lo scheletro in legno dei fantocci - © www.giornaledibrescia.it

Vanitosi? Certo che no. Se, accanto a Maradona e Totò, nel presepio napoletano trovano posto Benino, Ciccibaccco e la Lavandaia, in quello della Campagnola ci possono stare gli abitanti del quartiere: lì in bella mostra, scultorei e gagliardi, sembrerà che parlino.

Par già di sentire le voci di Teresina dè le caramèle, della mamma di Natalino (sacrestana lei, sacrestano il figlio), di Caterina che friggeva le ciambelle... E poi quella don Pierino che strigliava i monelli colpevoli di aver saltato il catechismo. Erano guai, perché poi, a casa, la mamma usava la stròpo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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