Gestione illecita di rifiuti di amianto: sequestri nel Bresciano

Un presunto sistema di gestione illecita di rifiuti contenenti amianto, derivanti dalla demolizione di un vasto complesso industriale dismesso, è stato scoperto nel Bresciano. Guardia di Finanza e Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia hanno eseguito perquisizioni e sequestri in diverse aree tra la Bassa bresciana e l’Alta Valtrompia.
Senza autorizzazioni
Al centro dell’inchiesta un’impresa della Val Trompia che, secondo quanto emerso, avrebbe trattato senza autorizzazione migliaia di metri cubi di materiale contenente amianto, sottoponendolo a frantumazione meccanica in loco e trasportandolo senza i necessari titoli ambientali e documenti di tracciabilità.
Le operazioni avrebbero interessato almeno cinque siti, tra cantieri edili, aree boschive e un impianto di produzione di calcestruzzo. In quest’ultimo caso, il materiale contaminato potrebbe essere stato immesso nel ciclo produttivo, con il rischio di diffusione del contaminante nella filiera commerciale.
Un indagato
Secondo gli investigatori, la frantumazione meccanica dei rifiuti avrebbe aumentato la dispersione di fibre aerodisperse, con potenziali rischi per la salute pubblica e per l’ambiente. Il vantaggio economico stimato per l’impresa ammonterebbe a circa 250mila euro, legato ai costi evitati per lo smaltimento regolare dei rifiuti pericolosi. Durante le operazioni sono stati effettuati campionamenti con il supporto di Arpa Lombardia per le successive analisi.
Nell’ambito dell’inchiesta del sostituto procuratore Donato Greco un imprenditore della Val Trompia risulta indagato per gestione illecita di rifiuti e abbandono. Gli inquirenti ora attendono gli accertamenti di Arpa, anche se al momento del sequestro dell’area l’amianto era visibile a occhio nudo.
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