Cronaca

Gelmini: «Anche le mie foto su siti sessisti, ho fatto denuncia»

Anche la senatrice bresciana di Noi Moderati è tra le donne diventate bersaglio di insulti e commenti volgari e sessisti sul sito Phica.eu, ora chiuso
La senatrice bresciana Mariastella Gelmini © www.giornaledibrescia.it
La senatrice bresciana Mariastella Gelmini © www.giornaledibrescia.it
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«Foto rubate, divulgate senza consenso, ma anche manipolate con l'intelligenza artificiale, come nel mio caso, tanto da sembrare vere. Ho scoperto anch'io, purtroppo, di essere tra le donne diventate bersaglio – su determinati siti web – di odio, violenza, insulti volgari e sessisti. Tutto questo è inaccettabile. Denunciare è necessario, questo pomeriggio l'ho fatto presso la polizia postale di Brescia». Così Mariastella Gelmini, senatrice bresciana di Noi Moderati, anche lei finita suo malgrado nella vicenda che ha portato alla chiusura del sito Phica.eu.

 «Al contempo, però, è arrivato il tempo di dire basta all'anonimato sul web, basta ai leoni da tastiera – continua –. Così come è urgente affrontare il tema della responsabilità di queste piattaforme rispetto ai contenuti che divulgano, proprio come accade per la carta stampata».

La chiusura del sito sessista

Il post pubblicato dal sito Phica.eu in cui si annuncia la chiusura - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il post pubblicato dal sito Phica.eu in cui si annuncia la chiusura - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Sono decine gli esposti presentati alla Polizia postale, che si occupa ora delle indagini sul forum sessista in cui venivano pubblicate foto, spesso pescate da profili social, condivise e commentate a insaputa delle protagoniste.

Phica.eu intanto ha chiuso, lasciando un indirizzo mail a cui è possibile scrivere per richiedere la rimozione dei contenuti. Nel comunicato viene specificato anche che sono sempre stati vietati, bloccati e denunciati post con violenza, pedopornografici o di offese nei confronti delle donne, e che il sito anzi ha spesso collaborato con le forze dell'ordine «per assicurare alla giustizia chi commetteva crimini».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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