La rivalutazione di un pittore del Seicento ingiustamente dimenticato. E, insieme, la scoperta di chi, a Gavardo, ne seppe apprezzare il talento commissionandogli un’importante pala d’altare, che ancor oggi possiamo ammirare nella chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli.
Una nuova pagina
Ad aprire una pagina in larga parte inedita della storia dell’arte della nostra provincia è un giovane studioso, Giovanni Baronchelli, che ne riferisce in un saggio pubblicato sull’ultimo numero di «Civiltà bresciana». Il pittore in questione è Carlo Baciocchi, la tela è quella effigiante i santi Carlo Borromeo, Diego d’Alcalá e Fermo. Realizzata nel 1657 e firmata «Carolus Bacciocus fecit», l’opera smentisce, in virtù dell’ottima fattura, il giudizio di scarsa originalità che in passato la critica aveva quasi sempre affibbiato al suo autore; il quale, osserva invece Baronchelli, «si rivela sotto molti aspetti intelligente, abile e maturo.
A livello compositivo è rigoroso nella raffigurazione dei santi, mai rigidi, ben strutturati e impostati con un segno chiaro e netto; è attentissimo ai dettagli, come ad esempio in quelli della cotta e dei preziosi pizzi dell’abito di san Carlo». Degna di nota è la scritta «O lux beatisima», citazione di un verso dell’inno medievale «Veni Sancte Spiritus» che compare sul libro tenuto in mano dal Borromeo.

La ricerca di Giovanni Baronchelli ha consentito, come si ricordava, di individuare il committente della pala. Dovrebbe trattarsi di Giovanni Battista Raimondi, potente inquisitore domenicano. I Raimondi, originari di Ossimo, si erano poi trasferiti a Gavardo, e proprio nella chiesa di Santa Maria degli Angeli avevano la tomba di famiglia, testimoniata da una lapide collocata sulla sinistra dell’altare.
Carlo Baciocchi, tra l’altro, era molto legato ai domenicani, e si è ipotizzato che in un’epoca successiva egli fosse entrato a far parte di questo Ordine. «Del resto – sottolinea lo studioso – la tela contiene riferimenti religiosi precisi, fatti da un pittore ortodosso che conosceva bene testi sacri e simbologie, o forse su indicazioni e suggerimenti del Raimondi stesso».
Al pubblico
La ricerca di Baronchelli verrà presentata sabato 7 novembre alle 20.45 in un incontro ospitato nella chiesa gavardese su iniziativa della Parrocchia e del gruppo Presepe de Santa Maria. Sarà solo il primo di una serie di eventi promossi per valorizzare l’antico luogo di culto e i suoi tesori d’arte e di fede.



