Una testa di maiale appesa alla maniglia del portone d’ingresso dell’edificio che ospiterà, in futuro, la nuova moschea e il centro islamico di via Camozzi. Il gesto, a opera di ignoti, è avvenuto questa mattina a Brescia.
Sul posto sono intervenuti la Scientifica, una volante della Polizia di Stato e gli agenti della Digos, al lavoro per individuare i responsabili.
Il precedente
L’episodio si inserisce in una lunga scia di polemiche per la destinazione dell’edificio. Lo scorso dicembre, sui muri esterni, erano apparse le scritte «No moschea» e «Remigrazione», rimaste visibili per due giorni interni, alla Vigilia e a Natale.
Le reazioni
«La testa di maiale ritrovata stamane davanti al futuro centro islamico di via Camozzi è un gesto ignobile e inaccettabile, finalizzato ad alimentare odio, paura e un clima di islamofobia.»: queste le parole congiunte della Lista Civica Castelletti e Azione Brescia (formate da Raisa Labaran, Francesco Patitucci, Giovanni Pasini, Francesco Tomasini, Fabrizio Benzoni e Luca Pomarici), che nel pomeriggio hanno condannato il gesto attraverso una nota. «Da mesi il centro di via Camozzi è bersaglio di atti intimidatori, scritte e provocazioni che alimentano un clima di ostilità nei confronti della comunità musulmana. Questo episodio rappresenta un ulteriore atto grave che deve essere condannato con fermezza da tutte le forze democratiche. Di fronte a fatti come questo non possono esserci ambiguità: la politica e le istituzioni hanno il dovere di respingere ogni forma di intimidazione e discriminazione fondata sull’appartenenza religiosa e di difendere i principi costituzionali di libertà, rispetto e convivenza. Brescia è una città che ha costruito la propria storia sui valori della convivenza e del rispetto reciproco. Difendere questi principi significa isolare chi cerca di alimentare divisioni e ribadire che nella nostra città non c’è spazio per il razzismo, l’islamofobia, l’odio e ogni forma di estremismo».



