Terrore al Gay pride di Berlino: ieri sera attorno alle 22 un furgone è entrato nel parco cittadino di Tiergarten e ha investito la folla radunata per la manifestazione, uccidendo una donna e ferendo altre 16 persone, tre delle quali sarebbero in gravissime condizioni.
L’attentato
Dopo l’attentato, l’aggressore sarebbe fuggito a piedi: secondo la polizia potrebbe esserci stata anche una seconda fase del reato, compiuta usando armi da taglio. C'è un sospetto, non ancora arrestato: un giovane di 21 anni, Abdul B., uscito a maggio dal riformatorio, che sarebbe noto alle autorità e legato ad «ambienti islamisti». Potrebbero esserci altri suoi complici in fuga, forse autori di altri ferimenti: in un bollettino diramato dalla polizia della capitale tedesca alla 07.05, citato dalla Bbc, si legge che «si ritiene che una o più persone siano poi fuggite dal veicolo» e che «diverse persone sian state ferite con armi da taglio».
Le reazioni
Il cancelliere Friedrich Merz ha parlato di «un atto abominevole» e ha promesso un’indagine condotta con particolare determinazione». Per il sindaco di Berlino Kai Wagner si sarebbe trattato di «un attacco alla nostra società aperta al mondo».



