Frode nell’edilizia, riciclati 96 milioni: 25 persone nei guai
Nella prima parte dell’indagine erano state scoperte 250 milioni di euro in fatture false. Con gli accertamenti che sono seguiti nei mesi successivi, le Fiamme Gialle hanno fatto luce sul movimento di 96 milioni di euro, riciclati attraverso canali finanziari paralleli.
La frode
I militari avevano smantellato un colossale meccanismo di frode nel settore edile, dove società cartiere emettevano documentazione fittizia per centinaia di milioni. Il sistema, basato sull’«underground banking» (sistemi informali di trasferimento di denaro, paralleli al circuito bancario ufficiale), permetteva di far sparire all'estero i pagamenti ricevuti per poi riportarli in Italia in contanti grazie a una rete di corrieri, eludendo sistematicamente i presidi anti-riciclaggio.Per queste condotte, la Compagnia di Rovato ha già ascoltato 25 soggetti, individuando somme oggetto di indebito trasferimento per oltre 9 milioni di euro.
Parallelamente, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ha colpito un centro di money transfer cittadino che utilizzava la tecnica dello «smurfing» (una tecnica di riciclaggio di denaro basata sulla frazionatura di una grossa somma in tanti piccoli versamenti per evitare i controlli automatici delle banche). Attraverso oltre 500 operazioni sospette, l'operatore trasferiva fondi verso l'estero in piccole tranche sotto la soglia dei mille euro.
In questo contesto sono state accertate anche gravi omissioni nell'identificazione della clientela, con sanzioni amministrative fino a 70mila euro.
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