L’ex Freccia Rossa prepara la riapertura: come sarà il nuovo centro

Intesa raggiunta tra Loggia e MyCredit: negozi dimezzati e 200mila euro all’anno alla città
L'ex Freccia Rossa - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
L'ex Freccia Rossa - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
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Subito lo spoiler, per tranquillizzare la buona fetta di città che si arrovellava sulla questione con una certa dose di angoscia: no, non sarà più quello di una volta, quel ricordo (per gli esercenti che «abitano» in centro storico più vicino a «un incubo») lo si può archiviare. Ma – dopo le più disparate peripezie – l’ex Freccia Rossa si prepara a riaprire i battenti.

Una carrellata rapida a supporto dell’annuncio: lo spazio commerciale sarà dimezzato (dai 15mila mq iniziali passerà ad occupare 7.500 mq) e più di un terzo (circa 3mila mq) sarà occupato da un supermercato, punto vendita che in quella zona è spesso auspicato. Per il resto, ci sarà un mix di attività e servizi, tra cui anche un polo sociosanitario.

Come sarà

All’ingresso del centro storico, dove il traffico della stazione si incrocia con quello diretto verso il cuore della città, l’ex centro commerciale è rimasto a lungo immobile, spoglio, abbandonato, sospeso tra rendering e carte bollate. Dopo mesi di ricorsi incrociati, sospensive e udienze davanti al Tar, la Loggia e la proprietà riconducibile a MyCredit hanno infine raggiunto un punto d’equilibrio. Ecco quale: Horus asset management srl – subentrata a Horus srl e riconducibile alla galassia MyCredit – si è impegnata a formalizzare la richiesta di voltura dell’Autorizzazione unitaria rilasciata nel novembre 2020.

Un passaggio tecnico solo in apparenza, perché significa, nei fatti, accettare che quel titolo non fosse un automatismo legato ai muri, ma un nodo da riallineare alla nuova configurazione societaria. È il primo dato politico: non a caso – come specifica la nota congiunta – «l’accordo prevede la chiusura definitiva delle controversie legali tra le parti, con la rinuncia ai ricorsi pendenti e agli appelli cautelari, nonché la compensazione delle spese legali, sancendo la fine di una fase complessa che aveva caratterizzato il destino dell’area». Un braccio di ferro che aveva trasformato l’ex Freccia Rossa in un caso di diritto amministrativo prima ancora che in un progetto urbano. E l’intesa chiude questa fase.

Una delle proposte per il nuovo centro
Una delle proposte per il nuovo centro

Il secondo dato politico sta nei numeri: la superficie commerciale, come si diceva all’inizio, si dimezza. Da 15mila a 7.500 mq (che, al netto del supermercato, diventano 4.500): non un «ritocco cosmetico», ma una riduzione secca, che esilia l’idea di riproporre all’ingresso della città un gigante commerciale in stile mall. La nuova configurazione punta su una dimensione più eterogenea: sì quindi ad area bimbi, poliambulatorio, a uno spazio culturale (cinema ma anche polo espositivo), così come una zona per lezioni (di cucina, ma non solo), uffici, un dehor multifunzionale e – se le suggestioni iniziali saranno confermate – largo anche ad un play garden e, perché no, un’area potrebbe essere dedicata al padel e ad un mercato esterno.

Compromesso

Il patto Loggia-MyCredit (i cui dettagli saranno illustrati nelle prossime settimane) non si ferma però solo qui. Nell’intesa compare anche un contributo volontario di 200mila euro all’anno per tre anni, a partire da dicembre 2026, destinato «a iniziative di promozione del territorio coordinate dal Comitato per lo sviluppo economico locale del Comune». Un segnale che ha un peso simbolico: dopo mesi di scontro, la proprietà sceglie di legare la riapertura a un impegno economico diretto verso la città.

Capitolo parcheggi: l’accordo prevede la formalizzazione di un impegno che ne definisca in modo puntuale utilizzo e gestione, distinguendo gli spazi pubblici da quelli privati. In quell’area, snodo tra stazione, centro storico e futuro tram, la sosta non è un dettaglio accessorio ma una leva decisiva. L’obiettivo dichiarato è farne un’infrastruttura al servizio dell’intero quadrante, non soltanto della struttura che riaprirà.

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Freccia Rossa: c'è l'accordo per la rinascita

Il risultato è un compromesso che ridisegna i rapporti di forza. La proprietà ottiene di riattivare il percorso, ma accetta di dimezzare le superfici di vendita. Il Comune vede riconosciuta la necessità di un nuovo passaggio formale e una riduzione significativa dell’impatto commerciale: «La riapertura del Freccia Rossa con questa nuova configurazione – precisa la nota congiunta – rappresenta una soluzione più equilibrata tra funzione commerciale, sostenibilità urbana e salvaguardia dell’interesse pubblico». Adesso restano le due prove più difficili: riempire quei 7.500 mq con funzioni che non siano solo un cambio di etichetta. E, soprattutto, vedere davvero quelle porte riaprirsi. MyCredit, sul finire dell’anno scorso, aveva esplicitato che «il programma prevede l’avvio delle attività nel 2026». E ora ci siamo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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