Frana in Val Palot, la protesta davanti al municipio di Pisogne
Un confronto diretto, a tratti acceso ma sostanzialmente civile, davanti al municipio di Pisogne. Una settantina di persone, anche di residenti di Sonvico, Fraine e Palot, frazioni parzialmente isolate dalla frana che che si è staccata lungo la strada verso Pisogne ormai quasi un mese fa, ha incontrato il sindaco Federico Laini e la vice Claudia Zanardini per chiedere risposte certe su un isolamento che sta diventando insostenibile.
Il nodo del dissequestro
Il messaggio arrivato dai vertici del Comune è stato però «amaro»: nonostante il piano d’azione sia già pronto, i fondi stanziati e le maestranze precettate per intervenire immediatamente, tutto resta congelato, dal momento che l’area della frana è ancora sotto sequestro da parte della Procura.

Tempi lunghi
Il malcontento nasce dai numeri di una quotidianità stravolta. Per raggiungere Pisogne, i residenti sono costretti a una deviazione che trasforma un tragitto di 15 minuti in un viaggio di circa 50.
Oltre ai tempi di percorrenza, a preoccupare è la gestione delle emergenze sanitarie e la sensazione di essere stati lasciati soli. I cittadini hanno lamentato una cronica mancanza di informazioni ufficiali, chiedendo maggiore trasparenza sull'evoluzione della situazione.
Dopo le tensioni iniziali e qualche slogan di protesta, il clima si è disteso. Il sindaco ha accolto la richiesta di una comunicazione più fluida, impegnandosi a incontrare i cittadini una volta a settimana per aggiornarli.
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