Cronaca

Fondo di solidarietà, il caso Odi: pochi metri valgono mezzo milione

Rientrare nel novero dei paesi di confine è assai conveniente per le Amministrazioni comunali. Con qualche malcontento
Giuliana Mossoni
La Comunità montana di Valle Camonica - © www.giornaledibrescia.it
La Comunità montana di Valle Camonica - © www.giornaledibrescia.it

Da una quindicina d’anni, in Vallecamonica, ci sono cinque Comuni «più ricchi» degli altri. O che, perlomeno, ricevono risorse aggiuntive rispetto alle sempre più risicate finanze trasferite dallo Stato.

Si tratta di Breno, Ponte di Legno, Ceto, Cevo e Saviore dell’Adamello: la loro fortuna è di possedere - in alcuni casi si tratta di poche centinaia di metri - un pezzo di territorio confinante con il Trentino. Dal 2010, infatti, è stato creato il Fondo Comuni confinanti (ex Odi), ideato per finanziare opere che interessano le comunità di Lombardia e Veneto che collimano con le Province autonome di Trento e Bolzano, per favorire uno sviluppo coeso fra i due territori. In tutto sono 48 Municipi: in Lombardia sono interessate le province di Brescia (oltre ai cinque camuni ci sono anche Bagolino, Idro, Limone, Magasa, Tremosine e Valvestino) e di Sondrio.

I «privilegiati» ricevono ogni anno mezzo milione di euro per realizzare i loro progetti locali e, in aggiunta, ogni quinquennio possono presentare dei progetti strategici di area vasta, coinvolgendo anche i paesi contermini, per finanziamenti di diversi milioni di euro.

Per fare due esempi, a Breno sono arrivati cinque milioni per la realizzazione della piscina (i cantieri sono attualmente in corso), mentre a Ponte di Legno una cifra analoga è andata a sostegno della costruzione delle terme.

Malloppi e malloppini che hanno creato, neppure a dirlo, parecchi malcontenti (e invidie?) tra le Amministrazioni, al punto che, per cercare di bilanciare almeno un minimo, alcuni anni fa è stata inserita la clausola che, i Comuni di confine, dovevano progettare interventi che coinvolgessero anche i contermini, drenando loro qualche risorsa. La lamentela è anche per il fatto che municipi piccolissimi hanno a disposizione risorse talmente ampie che, questa è l’impressione, non sappiano a volte neppure come destinarli.

Per provare a perequare maggiormente lo «squilibrio», la Comunità montana di Vallecamonica ha da ultimo deciso che, dall’assegnazione dei fondi derivanti dai sovraccanoni idroelettrici, sono esclusi i cinque camuni confinanti. Ma i malumori e il senso di ingiustizia non si sono comunque del tutto placati.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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