Sul suo conto in banca aveva 40mila euro, i risparmi di una vita. E quando si è accorta che tutto era sparito in un istante - per un’operazione che lei stessa aveva effettuato su indicazione di un uomo che si era finto un carabiniere - si deve essere sentita come persa. Ma la vittima della truffa, una donna di 72 anni residente in città, non si è arresa, si è rivolta al suo legale, l’avvocato Giovanni Cogoli, e «per una serie di circostanze fortunate siamo riusciti a recuperare praticamente tutto il denaro», spiega il professionista.
La vicenda
Il fatto è avvenuto a metà febbraio, quando la donna ha ricevuto quella telefonata, la prima di tre chiamate compiute da «dei veri professionisti del mestiere», aggiunge l’avvocato Cogoli. «La prima persona ha detto alla mia cliente di chiamare per conto di una finanziaria, riferendole che aveva effettuato una spesa di 1.300 euro». La risposta della vittima è stata immediata: «Impossibile, non è da me».
A quel punto in scena è entrato un altro funzionario, che alla donna ha detto di occuparsi di operazioni per la salvaguardia dei conti dei pensionati. In realtà un altro attore, un complice della truffa, che ha poi passato la palla al finto carabiniere per il gran finale.
«La signora ha ricevuto una terza chiamata e il numero era proprio quello dei carabinieri di piazza Tebaldo Brusato – spiega Cogoli –. Il finto maresciallo ha aggiunto il carico da novanta, dicendole che era in corso un blitz contro alcune banche per delle operazioni strane. Ma le ha anche detto che c’era un conto corrente creato proprio per queste situazioni, su cui poteva girare i soldi per metterli al sicuro. A quel punto, spaventata, si è fidata ed è andata in banca per effettuare il bonifico. La cosa assurda è che questa persona l’ha accompagnata in videochiamata e indossava veramente la divisa dell’Arma. Le ha anche detto che come causale, per non insospettire la banca, avrebbe dovuto scrivere Acconto Garage».
La denuncia
La donna, una volta tornata a casa ha parlato con il fratello, che le ha consigliato di andare subito dall’avvocato. «Io ho presentato subito denuncia-querela via telematica con richiesta di sequestro preventivo - conclude l’avvocato -. Devo dire che non è scontato che in Procura, con tutti gli impegni che hanno, agiscano subito. Ma così è stato: il pm ha affidato il caso ai carabinieri, che sono risaliti al conto legato alle Poste e si è proceduto al sequestro preventivo in tre giorni. Questo è stato fondamentale, perché i truffatori non sono riusciti a svuotarlo, ma hanno preso solo circa mille euro».
Poi, tra il dissequestro e il ritorno del denaro sul conto della vittima sono passati circa due mesi. Ma la mossa vincente è stata la prima, che ha evitato che i risparmi di una vita sparissero per sempre.




