Una maratona lunga quasi un decennio per entrare, «in gran velocità» (si fa per dire), nel futuro. Ci sono voluti oltre nove anni, alla Valcamonica, per avere una copertura quasi totale in fibra ottica con banda ultra larga.
È un accordo, siglato tra il consorzio Bim, in qualità di capofila dell’aggregazione, e Infratel Italia, che ha permesso di fare balzi così grandi e potersi collegare oggi con connettività da «mondo moderno». Il protocollo, ai tempi antesignano, prevedeva la posa di infrastrutture in fibra ottica per telecomunicazioni, per la realizzazione, appunto, di reti in fibra ottica per la banda ultra larga.
Famiglie raggiunte
La Valle è il territorio bresciano che, tra il 2024 e il 2025, ha registrato la crescita più forte nella diffusione della banda ultra larga: in molti comuni la copertura Ftth è passata da percentuali nulle a quote comprese tra l’80 e il 90 per cento delle famiglie raggiunte. Un salto che rappresenta uno dei più significativi avanzamenti infrastrutturali degli ultimi anni. I numeri raccontano una trasformazione radicale, con Capo di Ponte che è il caso più eclatante, passato da zero al 96 per cento delle famiglie.
Quasi identico il dato di Berzo Demo, salito dall’uno al 96 per cento, mentre Angolo è balzato dal 4 al 96 e Cividate dal 9 al 98 per cento. Si tratta di un cambio di passo decisivo, in un’area storicamente penalizzata dalla conformazione montana e dalla frammentazione territoriale. Dietro il risultato c’è un percorso iniziato nel 2017, con un accordo allora pionieristico che individuava la Vallecamonica come territorio pilota per la diffusione della banda ultra larga nelle aree periferiche e montane.
«Le reti realizzate da OpenFiber su incarico di Infratel e Invitalia sono oggi in fase di completamento e collaudo – spiega Mauro Testini, capoprogetto per il Bim –. Il merito di questi risultati va a quell’accordo del 2017 e alla collaborazione costruita in questi anni con gli enti locali».
Il percorso
Ma il percorso è stato tutt’altro che semplice, a causa del covid, dell’aumento dei costi, per problemi tecnici non previsti nei bandi e per rallentamenti nei cantieri. «È stato un lavoro lunghissimo – aggiunge Testini –, probabilmente troppo lungo, ma oggi iniziamo a vedere concretamente i risultati. Il progetto non è ancora concluso: restano da completare Pontedilegno e alcuni tratti sparsi sul territorio. Tuttavia, il cambio di scenario è evidente. In un contesto in cui la connessione veloce rappresenta ormai una condizione essenziale per lavoro, imprese, scuola e servizi, la disponibilità della fibra ottica viene considerata sempre più un fattore decisivo contro lo spopolamento delle aree montane».



