Memoria, responsabilità e difesa della democrazia: sono stati questi i temi al centro del raduno del Mortirolo, la commemorazione delle storiche battaglie organizzata ieri mattina dal coordinamento provinciale dell’associazione Fiamme verdi alla chiesetta di San Giacomo, in territorio di Monno. L’appuntamento, tradizionale momento di ricordo dei combattimenti partigiani sul Mortirolo, ha assunto quest’anno un valore particolare, vista la ricorrenza dell’ottantesimo anniversario della Repubblica e del primo voto a suffragio universale.
I significati
Dopo il ritrovo dei partecipanti, monsignor Tino Clementi, cappellano delle Fiamme verdi, ha celebrato la Messa, cui sono seguiti i saluti delle autorità e l’orazione ufficiale di Carla Bino, docente dell’Università Cattolica di Brescia. Bino ha richiamato il significato profondo del «rito della memoria, non come celebrazione formale del passato, ma come esercizio capace di renderlo presente e di trasformarlo in responsabilità».
Ha poi ricordato i partigiani che, tra febbraio e maggio 1945, seppero difendere il crinale del Mortirolo contro forze molto superiori a loro, proponendo come eredità viva quattro parole di Teresio Olivelli, ovvero «liberi, intensi, limpidi e dritti».
«La libertà – ha sottolineato Bino – non è soltanto un diritto, ma una capacità da coltivare e un dovere da esercitare con rispetto della dignità umana, nella vita personale, sociale e politica». Nel finale, ha proposto un appello all’impegno quotidiano, perché «questo non è più il tempo delle celebrazioni, ma della responsabilità».
«Resistenza ogni giorno»
Toni ancora più netti sono stati usati, nelle conclusioni, da Roberto Tagliani, bresciano presidente nazionale della Federazione italiana volontari della libertà, che ha insistito sul dovere di far vivere la memoria della Resistenza nelle scelte di ogni giorno, mettendo in guardia contro chi usa le regole democratiche per indebolire i principi su cui si fonda la democrazia stessa. «Anche se siamo genuinamente democratici – ha detto con forza – non siamo stupidi, parole d’odio, provocazioni e richiami celebrativi al fascismo non sono un’azione democratica».
La mattinata si è conclusa con l’inaugurazione, nei pressi dell’Albergo Alto, della targa dedicata a Luigi Calvi «Geni», protagonista della Resistenza. Un invito alle nuove generazioni, perché «custodiscano la libertà come un impegno da rinnovare sempre».


