Morto sul lavoro, lunedì l’addio all’artigiano colpito dall’ascensore

Cordoglio e dolore a Concesio, Gussago e a Mompiano tra chi conosceva Federico «Chicco» Ricci, l’artigiano di 31 anni morto giovedì a seguito di un grave incidente accaduto durante i lavori di manutenzione di un ascensore nel Milanese 48 ore prima.
L’incidente
Secondo le informazioni raccolte l’uomo, socio in un’attività da quattro anni che svolgeva lavori di manutenzione tecnica a montacarichi, elevatori e ascensori, quindi un artigiano, sarebbe stato colpito al capo dal contrappeso in movimento di un elevatore. Il giovane uomo è morto all’ospedale Niguarda nelle prime ore di giovedì.
L’incidente era accaduto martedì: il 31 enne era rimasto schiacciato nel vano ascensore di un montacarichi esterno a cui stava lavorando in una palazzina di Carugate, comune alle porte della Brianza. Teatro dell’incidente la palazzina al civico 1 di via XXV aprile a Carugate.
La dinamica
Ricci era giunto nella palazzina per eseguire la manutenzione dell’ascensore. Durante le lavorazioni sarebbe stato travolto dal contrappeso mobile della cabina, che lo ha centrato alla testa e poi schiacciato. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Monza e di Milano per liberarlo e affidarlo ai sanitari.
Dopo le prime cure prestate dai medici del 118, è stato rianimato e portato in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano. Le sue condizioni però sono apparse gravissime da subito.
Ricci era originario con la famiglia di Mompiano, in città. Si era trasferito a vivere a Gussago dove si serba una sua nitida memoria, quindi aveva comperato casa a Concesio, in via Brusaferri. «Aveva preso la sua casa nel maggio dello scorso anno ed era soddisfatto del passo che aveva fatto e del trasferimento da Gussago» raccontano gli amici.
Le indagini e l’addio
Sull’incidente resta ancora diversi aspetti da chiarire e stanno indagando i carabinieri e i tecnici dell’Ats di zona. Secondo i primi elementi l’artigiano era all’interno del vano ascensore quando sarebbe stato colpito direttamente al capo dal pesante contrappeso che poi lo ha parzialmente schiacciato.
Sul posto erano intervenuti i soccorritori del 118 e i vigili del fuoco: il giovane tecnico era stato accompagnato con l’elisoccorso al Niguarda. Ma qui è morto dopo due giorni senza aver mai ripreso conoscenza. La camera ardente è stata allestita all’obitorio del Civile.
Lunedì alle 15 si terrà l’ultimo saluto, accompagnando la salma alla volta del tempio crematorio.
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