Un imprenditore di Castrezzato è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di finanza di Cremona nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Brescia su un presunto sistema di frodi fiscali nel settore edile.
Le accuse
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gip del Tribunale di Brescia ha ritenuto sussistenti gravi indizi nei confronti di due imprenditori edili di Castrezzato, ritenuti promotori di un’associazione a delinquere che avrebbe operato attraverso diversi uffici occulti nel Bresciano. L’organizzazione avrebbe gestito una rete di società intestate a prestanome, con sedi presso indirizzi inesistenti, utilizzate per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e per indebite compensazioni di contributi previdenziali e assistenziali di centinaia di operai edili mediante crediti fittizi.
Gli investigatori contestano inoltre il ricorso fraudolento alla rateizzazione dei contributi, che avrebbe portato alla creazione di un debito nei confronti dell’Inps di circa 3,5 milioni di euro.
Nell’ambito dell’inchiesta, che coinvolge 15 persone fisiche e 29 società, sono stati sequestrati quattro immobili, un’auto, 15 rapporti finanziari, quote societarie, sei orologi Rolex, gioielli, 30mila euro in contanti e altri beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.
Le indagini
Le indagini, avviate dopo controlli fiscali su società della provincia di Cremona, sono state condotte attraverso intercettazioni, accertamenti bancari e patrimoniali, analisi delle fatture elettroniche e servizi di osservazione e pedinamento. Tredici società sono state nel frattempo poste in liquidazione giudiziale e sono emerse anche ipotesi di bancarotta fraudolenta patrimoniale.


