Le farmacie sono un presidio sociosanitario di prossimità, lo diciamo spesso. A volte capita di dover fare i conti con sportelli che chiudono e farmacisti che mancano. L’ultimo caso è quello di Marmentino, dove il servizio è cessato il primo agosto. In Valtrompia è accaduto quello che si è già registrato in altri casi: manca il personale e il Comune fatica a trovare le risorse per gestire lo sportello.
Un episodio che ha riacceso le luci su una questione importante, anche se nel Bresciano la situazione non è così grave. Secondo i dati del ministero della Salute sul territorio sono attive 394 farmacie, alle quali si aggiungono poi 19 dispensari. Qui però è importante fare subito una precisazione: il ministero della salute considera farmacie alcune attività che l’ordine dei Farmacisti di Brescia classifica come dispensari, e viceversa.
Farmacie e dispensari
Cerchiamo quindi di capire le differenze. La farmacia è un esercizio farmaceutico completo, stabile e autonomo, autorizzato a vendere medicinali e a offrire i principali servizi previsti dalla normativa. Il dispensario farmaceutico, invece, è un presidio più semplice, istituito soprattutto nei piccoli comuni o nelle località dove non è presente una farmacia: serve a garantire comunque l’accesso ai farmaci alla popolazione e, in genere, dipende da una farmacia di riferimento. Il dispensario può essere permanente oppure stagionale, quando viene attivato solo in determinati periodi dell’anno, ad esempio nelle località turistiche.
Se prendiamo il caso di Marmentino scopriamo che quello di Marmentino è – o meglio era – inquadrato come dispensario, mentre il Governo registra lo sportello come una farmacia ordinaria. E in effetti in Valtrompia l’attività era aperta sei giorni su sette, con un orario ampio. Se lo confrontiamo, ad esempio, con il dispensario di Valvestino si notano le differenze: tra oggi e lunedì 24 nel Comune situato tra la Valsabbia e il lago di Garda lo sportello sarà aperto solo mercoledì 19 dalle 9 alle 10.
I numeri
Fatta la doverosa premessa possiamo tornare ai dati. Se prendiamo i dati del ministero e sommiamo le farmacie ordinarie, le succursali e i dispensari contiamo tra città e provincia 413 attività. Solo in sei Comuni non c’è nemmeno uno sportello: Irma, Magasa, Pertica Alta, Losine, Mura, Paisco Loveno e, appunto, Marmentino. Se invece non dovessimo calcolare i dispensari, i paesi senza una farmacia diventerebbero 15.
Il Comune con più farmacie è Brescia, con 58 attività (circa 3.482 abitanti per ogni presidio), seguito da Montichiari e Desenzano con otto sportelli a testa: parliamo di circa 3.300 abitanti per presidio nella Bassa e di circa 3.700 abitanti per presidio sul Garda. C’è poi Lumezzane con sette farmacie e a seguire Rovato, Palazzolo e Chiari con sei sportelli.
In Provincia di Brescia, se si contano solo le farmacie, c’è un'attività ogni 3.225 abitanti. Ma se aggiungiamo anche i dispensari si arriva a uno sportello ogni 3.077 abitanti.
Federfarma
Anche secondo la presidente di Federfarma Brescia Clara Mottinelli nel Bresciano la situazione non è preoccupante. «Il numero dei presidi presenti sul territorio soddisfa ampiamente le esigenze della popolazione», sottolinea, ricordando come oggi la farmacia offra un servizio sempre più orientato alla persona e all’assistenza, non soltanto alla vendita del farmaco. «La rete riesce a rispondere anche ai maggiori flussi turistici, in particolare sul Garda e nelle altre aree della provincia – aggiunge –. Le difficoltà maggiori riguardano invece i territori montani e i piccoli centri colpiti dallo spopolamento, dove mantenere aperta una farmacia può diventare economicamente complesso. Ci sono costi fissi da sostenere e serve una base di popolazione sufficiente almeno a garantire l’equilibrio dell’attività».




