Cronaca

Evasione fiscale, solo 304 Comuni aiutano il Fisco: 36 sono bresciani

In Italia collabora appena il 3,8% dei Comuni, nel Bresciano il 17,6%. Nel 2024 alle amministrazioni della provincia sono andati circa 216mila euro. Oltre alla città spiccano anche Montichiari e Maclodio
Una veduta della città di Brescia - Foto Comune di Brescia/Christian Penocchio
Una veduta della città di Brescia - Foto Comune di Brescia/Christian Penocchio

Cinque milioni di euro. È quanto i Comuni italiani sono riusciti a far emergere nel 2024 attraverso la collaborazione con l'Agenzia delle Entrate nella lotta all'evasione fiscale. Una cifra che diventa ancora più piccola se confrontata con i quasi 107 miliardi di euro che ogni anno, secondo le ultime stime disponibili, vengono sottratti al fisco tra imposte e contributi non versati.

A fotografare la situazione è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha analizzato i risultati dell'attività di contrasto all'evasione condotta dalle amministrazioni locali. Il dato più significativo riguarda proprio la partecipazione: soltanto 304 Comuni italiani su circa 7.900, pari al 3,8% del totale, figurano tra quelli che hanno contribuito al recupero delle somme attraverso le cosiddette «segnalazioni qualificate».

Il meccanismo prevede che una parte delle risorse recuperate dallo Stato venga riconosciuta alle amministrazioni che hanno contribuito a individuare le irregolarità. Per l'attività svolta nel 2024, la quota spettante ai Comuni era del 50%: dei cinque milioni complessivi, dunque, circa 2,5 milioni sono tornati nelle casse degli enti locali.

In questa graduatoria, Brescia città occupa il sesto posto in Italia, con 62.011 euro incassati.

Di quali tasse parliamo

Non si tratta dell'Imu, della Tari o degli altri tributi comunali, sui quali le amministrazioni possono già svolgere direttamente attività di accertamento e recupero. Il rapporto prende in considerazione le imposte statali: l'Irpef sui redditi delle persone fisiche, l'Ires su quelli delle società, l'Iva e le imposte di registro, ipotecarie e catastali.

In questo caso il ruolo dei Comuni è diverso. Attraverso le informazioni raccolte dai propri uffici, le amministrazioni possono individuare situazioni che fanno sospettare un'evasione e comunicarle all'Agenzia delle Entrate. Sono le «segnalazioni qualificate»: comunicazioni circostanziate, corredate dagli elementi necessari per consentire al fisco di effettuare ulteriori verifiche.

Un'attività che richiede personale formato, competenze specifiche e la capacità di incrociare informazioni diverse. Ed è proprio questa, secondo la Cgia, una delle ragioni per cui il sistema fatica a funzionare. Molti Comuni, soprattutto quelli più piccoli, non dispongono di uffici strutturati per svolgere questo tipo di controlli. Dove le risorse ci sono, spesso vengono concentrate sul recupero dei tributi locali, che garantisce entrate dirette all'amministrazione.

La Cgia solleva anche il tema della volontà politica di contrastare l'evasione, ipotizzando che in alcuni territori il timore di perdere consenso possa scoraggiare i controlli. Una valutazione dell'associazione, che non può tuttavia essere dimostrata sulla base dei soli importi incassati.

A livello nazionale, il Comune che ha ottenuto le maggiori risorse è Genova, con 406.838 euro, seguito da Milano con 376.499 euro, Prato con 170.122 e Torino con 113.888. Dal 2026, intanto, la quota riconosciuta alle amministrazioni è tornata al 100% delle somme recuperate attraverso questo meccanismo, dopo essere stata ridotta al 50% nel 2022.

Nel Bresciano

In questo quadro, la provincia di Brescia presenta numeri significativamente superiori alla media nazionale. Sono 36 i Comuni bresciani presenti nella graduatoria della Cgia, il 17,6% delle 205 amministrazioni del territorio. Complessivamente, le somme loro spettanti ammontano a circa 216mila euro, pari all'8,6% del totale nazionale.

Il capoluogo occupa il sesto posto in Italia, con 62.011 euro incassati. Ma a emergere sono anche due realtà della provincia: Montichiari, sedicesima nella graduatoria nazionale con 29.600 euro, e Maclodio, diciannovesima con 28.732 euro. Quest'ultimo è un dato particolarmente interessante, considerata la dimensione del Comune.

Seguono Coccaglio, con 16.315 euro, Bovezzo con 12.149 e San Gervasio Bresciano con 10.640. Superano i seimila euro anche Alfianello (8.105), Gottolengo (7.740), Rovato (7.720) e Mazzano (6.188).

Brescia, Montichiari e Maclodio concentrano da soli quasi il 56% delle risorse attribuite ai Comuni bresciani. Per gli altri 26 enti presenti nella graduatoria gli importi sono più contenuti, fino ai 25 euro di Toscolano Maderno. Tra le amministrazioni che hanno ricevuto somme figurano anche Desenzano del Garda, Gussago, Palazzolo sull'Oglio, Darfo Boario Terme, Chiari e Ghedi.

Resta però un elemento da considerare per interpretare correttamente i dati. La graduatoria misura le somme incassate, non la quantità di evasione fiscale presente nei singoli territori. E non consente di stabilire se i Comuni assenti non abbiano effettuato segnalazioni oppure se queste non abbiano ancora prodotto un recupero effettivo.

Resta che 169 amministrazioni bresciane non compaiono tra quelle che hanno ottenuto risorse attraverso questo strumento. Un numero che, da solo, non consente di misurare l'impegno dei singoli enti, ma restituisce la dimensione ancora limitata di una collaborazione che potrebbe contribuire a rafforzare il contrasto all'evasione fiscale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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