Cronaca

Esplosione a Montichiari, due feriti portati al Niguarda

Nel condominio di via Mantova, intanto, è stata autorizzata a rientrare la maggior parte dei residenti
Giulia Bonardi
Un dettaglio della facciata della palazzina dopo l'esplosione - © www.giornaledibrescia.it
Un dettaglio della facciata della palazzina dopo l'esplosione - © www.giornaledibrescia.it

Le condizioni del ferito che presenta ustioni sembrano meno gravi di quanto si è temuto inizialmente, anche se hanno richiesto il trasferimento al Niguarda di Milano. Ospedale in cui è stata ricoverata anche una delle residenti minorenni dell’appartamento in cui si è verificata l’esplosione. A tutti i condomini – fatta eccezione per le famiglie dei due appartamenti al secondo piano interessati dallo scoppio e di chi opera nei due locali commerciali posti al primo piano – è stata concessa la possibilità di rientrare a casa. Sono questi i principali aggiornamenti sull’esplosione avvenuta giovedì sera al secondo piano dello stabile di via Mantova, a Montichiari.

La verifica

I due appartamenti coinvolti dall’esplosione restano, quindi, inagibili. Per gli altri, invece, la verifica strutturale dell’immobile, effettuata da tecnico specializzato, ha dato esito positivo. Il riscaldamento è garantito dalle pompe di calore funzionanti ad energia elettrica. E il sistema aggiuntivo e di supporto a metano verrà riattivato entro lunedì. Acqua e luce sono garantiti. Il piano terra del condominio, invece (laddove hanno sede uno studio medico e uno studio assicurativo), era stato dichiarato agibile già giovedì.

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La palazzina all'interno della quale c'è stata l'esplosione

Le indagini

Alla dinamica precisa penseranno le autorità competenti, ma da quanto appreso e dalle dichiarazioni dei feriti, si ritiene possibile che a causare il botto sia stata la perdita di una bombola del gas che alimentava la cucina: la fuoriuscita sarebbe avvenuta a fronte del tentativo di sostituire la bombola stessa. Qualcosa però non sarebbe andato nel verso giusto e l’appartamento si sarebbe così riempito di gas. La famiglia residente, avendo difficoltà nel procedimento di sostituzione, avrebbe deciso di chiamare il vicino, che ha raggiunto i presenti in casa, ossia una mamma e le tre figlie minori (una quarta figlia, che frequenta le superiori, pare si trovasse in gita scolastica).

Delle tre figlie, due sono ancora ricoverate al Civile, un’altra è stata trasferita al Niguarda. La mamma invece è stata dimessa. Il vicino di casa, anch’egli trasferito nell’ospedale milanese, avrebbe fatto quanto possibile per sistemare la bombola sostituita, ma nell’appartamento, a quel punto, c’era già parecchio gas, così, forse quando sono stati riazionati i fornelli, si è registrata l’esplosione, percepita tutt’intorno.

Il sindaco

«Scene da film», hanno commentato i cittadini presenti nel momento dei soccorsi. Sul posto, giovedì sera, c’era il sindaco Marco Togni: «Onestamente – ha detto – mi chiedo come in un immobile dove esiste un impianto centralizzato di riscaldamento, recentemente soggetto alla ristrutturazione con il 110%, non si sia intervenuti anche per portare il metano in cucina e si siano mantenute le bombole del gas interne data la nota pericolosità». Togni ha anche ringraziato le forze in azione, tra cui quelle che hanno messo in sicurezza la via, e «la signora Rita Percallo dell’hotel Faro perché ha dato la disponibilità a ospitare temporaneamente la famiglia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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