Cronaca

Elefanti Volanti cresce: 520 dipendenti e 14 milioni di fatturato

Nata a San Polo oltre trent’anni fa, la cooperativa opera oggi in più di 50 Comuni. Tra i nuovi progetti il polo sanitario di San Paolo
Francesca Marmaglio
Elefanti Volanti è nata trent'anni fa
Elefanti Volanti è nata trent'anni fa

La storia comincia nel 1991 quando un gruppo di volontari, professionisti del settore socio-educativo, inizia di a proporre una serie di iniziative nel quartiere San Polo, all’ora periferia difficile della città di Brescia. Nel 1993 con l’Associazione volontaria di solidarietà familiare «Amici degli Elefanti Volanti» nasce anche la cooperativa sociale «Elefanti Volanti» Onlus. Dopo una serie di step ed evoluzioni la cooperativa – per 30 anni presieduta da Gisella Pricoco (che è stata la prima dipendente della realtà bresciana), oggi da Luca Renica – si ritrova oggi con ad essere un'unica realtà di tipo A (impresa senza scopo di lucro che gestisce servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi) con 520 dipendenti che toccherà quest’anno 14 milioni fatturato. Ce lo siamo fatti raccontare proprio dal presidente Renica.

Presidente Elefanti Volanti è una realtà ormai collaudata e in espansione costante come numeri e come servizi…

«Abbiamo sette settori principali che sono: il “settore socio-sanitario” con ambulatori e consultori, il “settore 0-6 anni” nostro caposaldo, infatti nel 2025 abbiamo gestito 20 servizi dedicati alla prima infanzia con 15 nidi d’infanzia in Brescia e provincia, 2 poli 0-6 e 3 servizi “Tempo per le Famiglie”. Poi il “settore disabilità” con servizi dia assistenza ad personam a scuola e alcuni interventi domiciliari, il “settore minori” per bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni con centri di aggregazione, ludoteche, educativa di strada, informagiovani, centri estivi, tempi prolungati. Senza dimenticare il “settore anziani” e quello “fragilità e multiculturalità sociale».

Tanti progetti portati a termine e altrettanti ancora nel cassetto, i più recenti riguardano il settore sociosantiario nel comune di San Paolo.

«Copriamo più di una cinquantina di Comuni bresciani, siamo presenti nei 12 Ambiti Territoriali Sociali (Ats) della provincia di Brescia, definiti nei piani di zona per la programmazione dei servizi socio-sanitari: l’ultima esperienza incorporata, è quella cominciata nel 2025 con i Poliambulatori Polimedica nel comune di San Paolo: 4 ambulatori, 2 stanze per la fisioterapia, 1 palestra e tra poco con l’Asst Franciacorta apriremo anche un punto prelievi».

Insomma una sorta di polo sanitario. Si può dire che siete stati precursori delle case di comunità?

«Direi proprio di si. Siamo stati se non altro lungimiranti. Gli ambulatori sono all’interno di una struttura comunale dove c’è anche il centro diurno integrato per anziani, i medici di base e appartementi sociali gestiti dal comune».

Altro servizio di grande attualità che gestite è quello del Cuav, il Centro di Consapevolezza e Cambiamento a Palazzolo.

«È un servizio rivolto a tutti gli uomini che hanno agito violenza - fisica, verbale, psicologica, economica, sessuale - nelle relazioni affettive per incoraggiarli ad adottare comportamenti non violenti e prevenire la recidiva. Prendiamo in carico uomini ammoniti, condannati o in percorso di recupero».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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