In alcune città, come Padova e Milano, la linea l’ha tracciata l’Amministrazione comunale. Dando mandato ai presidenti di seggio di non incolonnare in due file – uomini e donne - gli elettori in attesa di votare, ma di formare una coda unica.
A Brescia nessuna indicazione specifica, ma in un seggio alla scuola elementare Raffaello in città – nel quartiere San Polo - è comparso un cartello, pare affisso da uno degli scrutatori impegnati in questa due giorni di voto. «Se soffri di disforia di genere ma i tuoi documenti riportano ancora il dead name, non avere timore e dirigiti alla colonna del genere nel quale ti identifichi» recita il cartello.



