La cosiddetta Direttissima Tormini-Limone sul Garda entra nel Piano regionale dei trasporti. Parliamo di un’alternativa alla Gardesana Occidentale, sempre più ingolfata: un miraggio inseguito da decenni.
La storia
Già nei primi anni Sessanta del Novecento era vivo il dibattito sull’urgenza di una strada a mezza costa che potesse risolvere i problemi di traffico lungo la 45 bis, allora come oggi congestionata e inadeguata, soprattutto d’estate. Il sogno è però rimasto sulla carta, affidato a bozze di progetti. Come quello del 1960, conservato nell’Archivio di Stato di Brescia, dell’Asago (Associazione Studi Alta Gardesana Occidentale). Oggi la strada è, per lunghi tratti, ancora quella inaugurata negli anni Trenta del Novecento.
Nel frattempo, le presenze turistiche sono aumentate vertiginosamente: dai 5 milioni del 1990 ai 25 milioni del 2025. E la Gardesana non è più in grado di reggere l’impatto del traffico attuale.
Necessità
Per questo, la Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano sta valutando possibili percorsi alternativi e le condizioni tecniche per un eventuale intervento. Lo conferma il presidente Franceschino Risatti: «La viabilità è il nostro problema. Stiamo lavorando su un’ipotesi progettuale. È un lavoro complesso, ma lo stiamo affrontando». Per un progetto di questa portata serviranno interventi e sostegni a livello regionale, nazionale ed europeo.
Il primo passo è l’inserimento della Tormini-Limone nel Piano regionale. Lo annuncia Floriano Massardi, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione Agricoltura, Montagna e Foreste, dopo l’approvazione in Consiglio regionale di un emendamento da lui promosso.
«La Direttissima Tormini-Limone entra nel nuovo Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti – dichiara Massardi – come ipotesi infrastrutturale strategica per cui avviare uno studio concreto. Un risultato importante per l’Alto Garda, che da anni deve fare i conti con problemi di traffico e collegamenti difficili, soprattutto nella stagione turistica».
I tempi
Attenzione, però: il percorso è ancora lunghissimo e complesso. Siamo soltanto ai primi passi. «La proposta – spiega Massardi – punta a valutare la realizzazione di un collegamento alternativo tra Tormini e Limone, individuando le possibili soluzioni di tracciato e verificandone la fattibilità. L’obiettivo è alleggerire il traffico sulla Gardesana occidentale e ridurre la congestione nei centri abitati».
L’opera è colossale e tutta da definire: costi, impatto ambientale, caratteristiche, compatibilità paesaggistica e tempi di realizzazione. Come detto, se ne parla da più di mezzo secolo senza sviluppi concreti: stavolta andrà meglio? Si vedrà. Quel che è certo è che l’Alto Garda ha bisogno di soluzioni capaci di rispondere alle esigenze di residenti, lavoratori e imprese.



